Turnover ovunque, forse anche al Bfc

Turnover ovunque, forse anche al Bfc

Le differenze tra turnover ed esagerazioni, ma un ricambio potrebbe esserci anche nella dirigenza rossoblù

di Manuel Minguzzi, @manuel_minguzzi

Criticato Sinisa per l’ampio turnover di Bergamo, criticato Allegri per l’utilizzo di quattro ragazzini contro la Spal: essere allenatori non è mai facile. C’è però una sostanziale differenza.

La premessa è chiara: il tecnico rossoblù ha senza dubbio esagerato nella scelta di azzardare un Bologna B a Bergamo, ma si possono provare a capire le ragioni di tale scelta. Turno infrasettimanale, magari la percezione di un periodo di appannamento – che poi si è verificato, Bfc non scintillante con Chievo e Fiorentina – la scelta di preservare qualche diffidato, insomma: si può non condividere, ma comprendere. La differenza con Allegri, se vogliamo, è che almeno Mihajlovic si è affidato a giocatori di prima squadra mentre il tecnico juventino ad elementi Primavera o Under 23. E’ chiaro che, leggendo la formazione, il livello sarebbe sceso di molto. Ma anche qui si può passare all’umana comprensione vedendo poi la fatica che ha fatto la Juve ieri sera a tenere i ritmi dell’Ajax, anche se il tecnico dei lancieri in campionato non ha fatto riposare quasi nessuno visto e considerato che è in lotta serrata con il Psv. E allora perché all’estero riescono a tenere questi ritmi nel giro di quattro giorni e noi in Italia no? Non saprei dare una risposta. Resta il fatto che Mihajlovic pubblicamente ha deciso di inimicarsi qualcuno, e non so se sia stata una mossa strategica azzeccata.

Ma guardiamo oltre senza rivangare il passato, perché il turnover potrebbe verificarsi anche in seno alla dirigenza rossoblù. Su queste colonne vi avevo parlato di un possibile approdo di Sabatini circa un mese fa, notizia che nelle ultime settimane hanno rilanciato anche Repubblica e Stadio, una sorta di conferma. La pista è calda e viva, stavolta per davvero. Sabatini da quando Fenucci si è insediato a Bologna ciclicamente viene accostato ai rossoblù, ma ora si è più vicini di un tempo. Verrebbe in veste di direttore generale, con Osti, attualmente alla Samp, direttore sportivo. Sarebbe una accoppiata che testimonierebbe il cambio di passo del Bologna, indipendentemente dall’apprezzamento o meno verso le due figure. Forse, fine della collegialità in seno a Casteldebole. Incontro con il dirigente ex Inter e Roma qualche settimana fa alla presenza di Fenucci e Saputo, col proprietario intenzionato a varare qualcosa di diverso rispetto agli stenti di questa ultima stagione, segno che forse ha imparato dagli errori. Prima però occorrerebbe salvarsi e stavolta c’è la sensazione che, scampata la paura, dal prossimo anno in città ci si possa divertire di più. In questo giro di giostra, in sintesi, la parte più difficile è salvarsi ed è stato un peccato essersi infilati in un campionato di tale profilo, ma forse può essere la scoppola che fa svegliare Casteldebole una volta per tutte. Speriamo.

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