Storie di penalizzazioni, al Bologna è sempre andata bene

Storie di penalizzazioni, al Bologna è sempre andata bene

Tre volte nel corso della sua storia il Bologna ha dovuto convivere con penalizzazioni in classifica. In tutti i casi i rossoblù non hanno mollato la presa e, anzi, hanno lavorato sodo per ribaltare la situazione. Si parte dall’annata dell’ultimo scudetto, quando il 20 marzo la giustizia sportiva toglie tre punti al Bologna per aver trovato tracce di anfetamine nelle urine di Fogli, Pascutti, Pavinato, Perani e Tumburus dopo un Bologna-Torino 4-1. Sappiamo come è andata, la vicenda doping fu una messa in scena e il Bologna scagionato. I rossoblù, dopo la penalizzazione, reagirono vincendo a Roma con rigore di Nielsen. Il resto è storia nota: la stagione si concluse con il tricolore vinto allo spareggio con l’Inter. Passano sedici anni e nella stagione ’80-’81 il Bologna di Radice è costretto a partire con 5 punti di penalizzazione per via della vicenda calcioscommesse scoppiata nel 1979, quel Bfc però già alla quinta portò la sua classifica in positivo con la vittoria di Torino sulla Juve firmata Paris. Radice e i ragazzi chiusero settimi, senza i 5 punti di penalità sarebbero arrivati quinti. Infine, l’ultimo pesante fardello. Stagione 2010-2011, il neo presidente Porcedda non paga gli stipendi e arrivano penalizzazioni a dicembre (meno uno) e a gennaio (meno due), i rossoblù si salvano comunque con largo anticipo anche se la stagione finirà con una serie di sconfitte. Da notare come, anche in quel caso, il Bologna vinse la gara in trasferta dopo la sanzione in classifica: fu un due a zero a Cesena con Di Vaio e Britos.

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