Rossi, serve la svolta: ma i giocatori sono gli stessi. E la società non tentenni

Rossi, serve la svolta: ma i giocatori sono gli stessi. E la società non tentenni

Si attende la svolta, la partita che potrebbe cambiare una stagione. Occhi puntati sul 18 ottobre, quando a ora di pranzo il Bologna cercherà di far sue tre prelibatezze da classifica, abbandonando quel malinconico ultimo posto in classifica. Si direbbe di un Bologna alla frutta, restando in tema di pasti, ma in realtà inizia proprio ora per i rossoblù la portata buona, quella che può saziare la voglia di punti della squadra. Bisogna essere soltanto affamati e pronti con le fauci spalancate. Palermo, Carpi, Atalanta, con in mezzo l’Inter, tre partite contro altrettante rivali dirette da non fallire, per Rossi che si gioca la panchina, per il Bologna che si gioca la salvezza. Si parla di svolta, di inversione a U sfruttando la sosta, ma probabilmente di novità ne vedremo poche, pochissime. Infermeria ancora piena, giocatori fuori condizione appena tornati ed elementi in Nazionale. Difficile vedere qualcosa di profondamente nuovo. Di sicuro cambierà il terzino destro, l’assenza di Ferrari impone a Rossi l’utilizzo di uno tra Mbaye e Krafth, favorito lo svedese nonostante l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi per tanti mesi, a testimonianza del fatto che il giovane senegalese è ormai fuori dalle rotazioni primarie. Peccato che il Bologna abbia deciso di investire tanti soldi sul giocatore. Per il resto si naviga a vista. Oggi verrà valutato Donsah, ma dopo le esperienze vissute con Giaccherini tutto lo staff ci andrà cauto prima di schierare di nuovo il ragazzo di colore in mezzo al campo, soprattutto dall’inizio. Inoltre, Taider sarà in nazionale e tornerà solo mercoledì, ne verranno valutate le condizioni anche perché lo ‘zaffiro’ non ha di certo brillato dal punto di vista fisico in questo avvio di stagione. Sulle altre scelte, toccherà a Rossi. Ad esempio Crisetig, altro acquisto oneroso per il futuro del Bologna, che dopo l’avvio di campionato è naufragato tra i meandri della panchina per far posto al positivo Diawara. In attacco? Fuori Giaccherini, toccherà di nuovo a Brienza-Mounier-Destro, sperando riescano a creare qualcosa di più di quanto visto fino ad ora, soprattutto la coppia di italiani, apparsa più spaesata rispetto al francese, colui che – provenendo da un altro campionato – avrebbe dovuto subire il classico periodo di adattamento. Poche chance sulla difesa a tre, a meno che qualche difensore (Maietta) non riesca a recuperare in tempi brevi allungando le rotazioni ora ridotte all’osso. Ci si aspetta la svolta dunque, ma i presupposti al momento non ci sono, Rossi dovrà fare di necessità-virtù con i giocatori che avrà a disposizione. La partita con il Palermo si complica, il rischio di vedere sempre lo stesso Bologna c’è, incombente, ingombrante. Ma se questa squadra è ancora dalla parte dell’allenatore, domenica dovrà dimostrarlo in campo senza remore e tentennamenti. Tempo non ce n’è più. Per quanto riguarda la società, domenica alle 15 sarà tempo di bilanci. Se il Bologna e Rossi avranno vinto si potrà continuare, viceversa sarebbe inutile tenere un allenatore solo per non andare incontro alle critiche sul progetto fallito nell’anno di consolidamento della categoria. Le critiche passano, soprattutto se la classifica in futuro migliorerà, i risultati negativi restano.

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