Rossi e i problemi del Bologna, e si parla già di mercato

Rossi e i problemi del Bologna, e si parla già di mercato

Dieci giorni di tempo per sistemare il Bologna in vista della sfida con il Palermo, una sorta di dentro-fuori per i due allenatori. Iachini da una parte, molto più in bilico, Rossi dall’altra. Il primo confermato nonostante ‘il Palermo sia la squadra peggiore della A’, il secondo blindato da Fenucci nonostante l’ultimo posto in classifica. I rossoblù devono dunque cambiare pelle, toccherà al mister far sbocciare una squadra al momento impaurita e debole come un pulcino bagnato. Non è detto che le idee del mister siano quelle di un cambio tattico, meglio: uno stravolgimento. Quasi mai in carriera Rossi ha adottato una difesa a tre e quasi mai ha deciso di cambiare modulo. Probabile si continui a lavorare su questo impianto, magari con accorgimenti che possano dare una mano alla solidità di squadra. Far correre meglio il Bologna, blindare la difesa colabrodo e, al tempo stesso, mettere Destro nelle condizioni migliori di esprimersi. Troppe le reti subite, troppo poche quelle segnate. C’è tanto lavoro da fare. La fiducia della società al tecnico è basata, in questo periodo, sulle assenze. Se contassero i risultati probabilmente Rossi sarebbe già saltato, invece la dirigenza è convinta che i rientri di Donsah, Giaccherini e Krafth, uniti ad un miglioramento della condizione fisica di Gastaldello, possano consentire a Rossi di uscire dalla crisi. Per tre di questi, escludendo Giaccherini che dovrebbe rientrare dopo Palermo, c’è la possibilità in questi giorni di recuperare, rendersi disponibili in vista della gara del 18 ottobre. Soprattutto Donsah, uno dei cardini della mediana, può rappresentare una certezza in termini di solidità di squadra, schermo per una difesa costantemente sotto pressione nelle prime sette partite. Krafth invece può dare più fluidità alla fase offensiva sulle fasce sostituendo il volitivo e apprezzabile Ferrari, forse non dal primo minuto contro i rosanero, ma chissà che a gara in corso non possa entrare. Gastaldello invece è chiamato ad netto e progressivo miglioramento della brillantezza fisica, perché è vero come i veloci Morata e Cuadrado diventino imprendibili per chiunque in campo aperto, ma lo è altrettanto il fatto che il difensore è apparso ancora indietro, meglio usare il termine: imballato. Non solo condizione fisica però, perché una squadra giovane ha bisogno sia di leader ma anche di entusiasmo, quando i risultati non arrivano le giovani leve non hanno l’esperienza tale per non farsi trascinare dal gorgo della delusione e della depressione sportiva. Serve un po’ di autostima, quella che non è arrivata nemmeno dopo Frosinone per via di una partita sofferta e non confermata contro l’Udinese in casa, se fossero giunti altri tre punti con i bianconeri forse la situazione sarebbe ben diversa, anche per l’opinione pubblica. A distrarre la truppa però c’è il capitolo mercato, con il Bologna che sta entrando nell’ordine delle idee di impostare già una strategia invernale, capire se realmente questa squadra abbia urgente bisogno di un paio di innesti. Due al massimo, sia chiaro, perché l’intenzione non è comprare tanto per farlo. Due acquisti di qualità e di livello, uno in particolare dovrà avere esperienza e carisma, quello che forse manca ora. Poi c’è Destro, perché è impensabile una rinascita senza che la punta principe della squadra, l’investimento più oneroso della campagna acquisti, rimanga quel giocatore anonimo visto in determinate circostanze. In Serie A serve un finalizzatore, dieci compagni di squadra possono dare una mano ma forse da soli non bastano, in area è necessaria la presenza del bomber da doppia cifra. Tocca anche a Destro, altrimenti salvare questo Bologna diventa difficile per chiunque, non solo per Rossi.

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