Pecci: “Torino e Bologna resteranno per sempre nella storia del calcio”

Pecci: “Torino e Bologna resteranno per sempre nella storia del calcio”

Eraldo Pecci, indimenticato campione, parla della partita di sabato, non rinunciando a menzionare i propri ricordi di carriera.

di Amos Segal

Eraldo Pecci, indimenticato campione degli anni ’70-’80, parla di sè stesso in vista della partita di sabato tra le sue ex squadre più importanti della vita calcistica: “Tutti mi chiamano ‘piedone’, ma ‘trapano dell’Adriatico’ non se lo ricorda nessuno. Mi chiamavano così perchè portavo il 44 di scarpe per un metro e 70 d’altezza”.

Parlando del suo trasferimento in maglia granata, ricorda: “Avevo una morosina a Viserba, parcheggiai e ascoltati la notizia “Savoldi al Napoli e Pecci al Torino”. Ci son rimasto male, non avrei mai cambiato Bologna: ho amato tutte le squadre in cui ho giocato”.

Sul suo arrivo nell’ambiente granata, continua dicendo: “Quando arrivi al Filadelfia e vedi lo spogliatoio dove stavano i giocatori morti a Superga, è stato come entrare nella Storia. C’era tutta gente che stava nelle figurine e non pensavo di poter prendere il loro posto”.

Aggiunge poi un piccolo ricordo della sua breve esperienza napoletana (stagione 1985-1986): “Diego (Maradona, nda) abitava sopra di me a Napoli, ci salutavamo, volevo insegnargli a palleggiare di destro, ma non mi ha mai voluto dare retta”.

Tornando a parlare delle squadre nelle quali ha giocato di più, proclama: “Torino e Bologna resteranno per sempre nella storia del calcio, a pieno diritto”.

Concludendo, infine, sulla società petroniana, afferma: “Il Bologna, con questa presidenza, diventerà nei prossimi 8 anni una delle società più forti ed equilibrate”. E poi: “Diawara è partito molto bene, mi auguro che diventi più bravo”.

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