Parma, si tenta il fallimento pilotato

Parma, si tenta il fallimento pilotato

Ultima disperata mossa a Parma: il fallimento pilotato. Detta in soldoni: si cerca di salvare il titolo sportivo e, di conseguenza, la Serie B del prossimo anno. In pratica si tratta di mettere all’asta il titolo sportivo e il nuovo ipotetico acquirente dovrebbe saldare solo i debiti sportivi verso la Figc. Ci sono tre strade: o si portano i libri in tribunale, oppure i creditori presentano istanza di fallimento o, per terzo, sarà la Procura ad avviare la pratica. Chiaramente se il curatore fallimentare dovesse riscontrare illeciti, chi ha amministrato la società nel corso degli anni rischierebbe pesanti sanzioni. Se il fallimento pilotato non andasse in porto, il Parma ripartirebbe dai dilettanti. In tutto questo, come riporta Gazzetta, il conto della Mapi Grup è stato svuotato il 19 febbraio, di conseguenza è chiaro che i soldi per il salvataggio del Parma non arriveranno da lì. La Procura e l’Antimafia si stanno occupando del caso, perché a fronte di 220milioni di euro in entrata per i diritti televisivi più sponsor e botteghino, il debito dal 2006 ad oggi è passato da 16 milioni a 197. Evidentemente qualcosa di strano c’è. Ad ogni modo, il fatto che domani non si giochi per mancanza di fondi è un precedente incredibile mai verificatosi in Serie A.

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