Non solo classe e personalità: Diawara sa anche sacrificarsi

Non solo classe e personalità: Diawara sa anche sacrificarsi

Contro la Fiorentina è sceso in campo nonostante la febbre, adesso continua ad allenarsi nonostante dei problemi alla schiena: il guineano è conscio di essere indispensabile per la squadra.

Se qualcuno lo vedesse per la prima volta, senza averne letto i dati anagrafici, non crederebbe di trovarsi davanti ad un quasi diciannovenne. Questo perché Amadou Diawara, calcisticanente parlando, sembra più un trentenne: freddezza, maturità e un talento fuori dall’ordinario. Un talento mostrato sin dai primi calci a Casteldebole e che Pantaleo Corvino è stato bravo ad intravedere in un ragazzo appena maggiorenne che l’anno scorso militava al San Marino, una realtà non proprio sotto le luci della ribalta.

Il titolare designato in mezzo al campo doveva essere Lorenzo Crisetig, che la società aveva strappato ad una folta concorrenza in estate. Ma Delio Rossi prima e Donadoni poi non hanno avuto dubbi su chi schierare come regista della squadra. Diawara non si è tirato indietro dinanzi alla responsabilità affidatagli dagli allenatori, ma ha affrontato la pressione con la sfacciataggine tipica della sua età. Amadou però non è solo classe e personalità; ultimamente ha dimostrato un’altra dote tanto rara, quanto preziosa: lo spirito di sacrificio.

Con la Fiorentina è sceso in campo nonostante i 39 di febbre e nelle partite successive, come a Palermo, ha convissuto con qualche acciacco fisico. Il guineano però non ha fatto una piega, conscio dell’importanza che ormai ricopre nei meccanismi della squadra. Le sue prestazioni non sono passate inosservate ai top club nostrani e europei, tedesche in primis. Nel prossimo mercato si scatenerà presumibilmente un’asta milionaria intorno a Diawara. La domanda più importante è: sarà capace il Bologna di resistere? A Saputo l’ultima parola.

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