Chiamatelo Dottor Donadoni: ecco come ha guarito il Bologna

Chiamatelo Dottor Donadoni: ecco come ha guarito il Bologna

Sette punti in tre partite, difesa battuta solo da due rigori, sette gol fatti: questi sono i numeri del Bologna di Donadoni. Oltre le cifre c’è però molto di più; anche con la Roma la prestazione è stata esaltante.

Sette punti in tre partite, difesa battuta solo da due rigori, sette gol fatti: questi sono i numeri del Bologna di Donadoni. Meglio dei Rossoblù solo Inter e Juve, che però lottano per le posizioni alte della classifica. Sabato al Dall’Ara è arrivato il pareggio con la Roma, che paradossalmente lascia qualche rimpianto visto come si era messa la gara nel primo tempo. Eppure il punto resta importantissimo, perché non facile da pronosticare alla vigilia e perché le ultime tre della classe hanno perso tutte.

Oltre alle statistiche c’è però molto di più. Il livello della prestazione è stato all’altezza dell’avversario e delle precedenti uscite con Donadoni in panchina. Una squadra che insomma va quasi col pilota automatico e che nella frazione iniziale con la Roma ha espresso tutte le proprie qualità: intelligenza tattica, aggressività e sfacciataggine. Il Bologna è riuscito a interpretare nel migliore dei modi la gara e le condizioni del terreno di gioco, peccando soltanto di lucidità nel momento di aumentare il vantaggio.

I meriti del tecnico sono sotto gli occhi di tutti. Quello più importante? Aver ridato fiducia e autostima ad un ambiente che faticava ad uscire dalle paludi degli ultimi tre posti. Con Donadoni è cambiata totalmente la mentalità: niente paura, non si guarda all’avversario che si ha di fronte, ma si scende in campo con una precisa identità, tecnica e caratteriale. In passato, i due rigori fischiati contro avrebbero ammazzato le speranze della squadra. Sabato invece il Bologna ha continuato a giocare e a credere nella possibilità di raddrizzare il punteggio.

Chi sta beneficiando maggiormente di tutto ciò è Mattia Destro, a segno due volte nelle ultime tre gare. Con la Roma si è rivisto l’attaccante umile, trascinatore e generoso ammirato ai tempi di Siena. Non solo lui però sembra rigenerato: Gastaldello e Masina hanno alzato drasticamente il livello delle proprie prestazioni, Donsah e Rossettini sono ormai punti fermi e Giaccherini si è riscoperto decisivo. Merito di una condizione fisica in crescita, certo, ma soprattutto di Donadoni che li ha messi nelle condizioni tattiche e mentali di rendere al meglio. Adesso sotto con la trasferta di Torino coi Granata di Ventura, ieri vittoriosi a Bergamo: un altro banco di prova importante per confermare le sensazioni positive di questo “magic moment”rossoblù.

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