Maxi trasferta a Verona, previsti 1500 tifosi al “Bentegodi”

Maxi trasferta a Verona, previsti 1500 tifosi al “Bentegodi”

Come riportato da “Stadio”, si prevedono 1500 e forse più tifosi al seguito del Bologna a Verona, caricati dalla grande vittoria sull’Atalanta.

di Amos Segal

Sulle ali dell’entusiasmo per la bellissima vittoria sull’Atalanta di domenica scorsa, il Bologna di Donadoni cerca conferme per il prosieguo del campionato e, soprattutto, vuole dimostrare ai propri tifosi che non è stato un fuoco di paglia, ma il primo di una serie di mattoni che edificherà una grande stagione.

Lo stadio “Marc’Antonio Bentegodi” di Verona è, da sempre, un crocevia di emozioni per i tifosi petroniani: possiamo partire, parlando della squadra sfidante, l’Hellas, da quella bellissima partita del 2 dicembre 2006, nel secondo anno di B dei rossoblù, che in quella stagione giocarono contro la retrocessa Juventus a causa dello scandalo di “Calciopoli” (e che vedrà, nonostante gli altisonanti proclami di giustizia, diversi torti di tremenda gravità al Bologna); a decidere l’incontro fu Massimo Marazzina, con un eurogol che egli tutt’ora ricorda come il più bello della sua carriera. L’attaccante di Lodi, poi, trascinerà la sua squadra nella stagione successiva verso la A a suon di gol (saranno 23).

Da quella stagione in avanti, i gialloblù veronesi cadranno sempre più in basso, retrocedendo in C1 dopo lo spareggio contro lo Spezia e lottando poi nell’inferno della categoria inferiore (nella quale non militavano più da ben quarant’anni), evitando per ben due volte un’altra caduta fatale.

Dopo l’assuzione del tecnico Andrea Mandorlini (ex del Bologna), tornarono, nel 2013, nella massima serie, incontrando di nuovo quindi il Bologna nel 2 marzo con uno scialbo 0-0 ed il rigore sbagliato da Rolando Bianchi, nella sua pessima esperienza con la maglia rossoblù.

In mezzo a queste partite di recente memoria, c’è l’altra squadra di Verona, il Chievo, i “mussi volanti”, ed è proprio con loro che il tifo rossoblù diede prova, il 24 maggio del 2009 di una prova d’amore indimenticabile:

la squadra, arrivata alla penultima giornata in lotta con il Torino avanti di un punto in classifica, andò a giocarsi le proprie carte contro i clivensi, anch’essi in cerca della salvezza matematica.

Ben 6000 bolognesi andarono all’assalto del fortino veronese, con gli occhi sul campo e le orecchie alle radioline per seguire in diretta l’altro match, Torino-Genoa.

Il tifo bolognese mostrò qualcosa che tutt’ora viene ricordato e menzionato come esempio di attaccamento ai colori amati; lo 0-0 finale premiò entrambe le squadre: direttamente il Chievo che con il punto guadagnato conquistò la salvezza certa e indirettamente il Bologna, che raggiunse il Torino sconfitto in casa dal Grifone genovese e da Diego Milito, che firmò, con Di Vaio, 24 centri in quella stagione.

Questo sabato, alle ore 18:00, verrà dato il calcio di inizio a questa ennesima sfida tra i felsinei e gli scaligeri, con almeno 1500 bolognesi in partenza tra pullman ed auto. La cifra, chiaramente, è solo provvisoria, solo nei prossimi giorni si saprà con certezza quanti faranno parte della “marea” rossoblù che colorerà e griderà al cielo la propria fede di fronte ad un piazza che da sempre è stata ostile, fin dagli anni ’80.

Quello che è sicuro al riguardo è il fatto che i vari gruppi della Curva Nord “Giacomo Bulgarelli” (“Andrea Costa” nei cuori degli affezionati vecchia maniera), insieme al Centro Bologna Clubs, stanno organizzando il movimento nei minimi dettagli, anche alla luce degli scontri tra opposte tifoserie del 6 ottobre 2013, che vide sul campo il tracollo dei rossoblù per 4-1, con le reti di Toni (cannoniere e “salvatore” della squadra), Iturbe e Jorginho (un altro gol fu segnato da Cacciatore), che si rivelarono poi delle vere e proprie “stelle” di quella squadra gialloblù che conquisterà una brillante salvezza dopo una stagione entusiasmante.

Per il Bologna andò a segno Diamanti su rigore, in una stagione che lo vedrà andar via in Cina a gennaio, lasciando così una squadra la quale, in piena crisi sia sul piano del gioco che su quello societario, retrocederà in B per la quarta volta nella sua storia.

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