Loviso, l’ex rossoblù e la favola Alessandria: ” Nel calcio volere è potere”

Loviso, l’ex rossoblù e la favola Alessandria: ” Nel calcio volere è potere”

Loviso: da Castel Maggiore al Meazza in Coppa Italia

Massimo Loviso, 31 anni, cresce nelle giovanili del Bologna, nelle cui fila vince il Campionato Allievi Nazionali 2000 – 2001. Esordisce in serie A con il Bologna  nel 2003 – 2004 e colleziona 12 presenze. Nel 2004 – 2005, a fine stagione, il Bologna retrocede in Serie B e non rientrando nei piani dell’allenatore Renzo Ulivieri, l’anno seguente scende di categoria con la formula del prestito alla Sambenedettese. Il calciomercato estivo del 2007, lo vedere passare al Livorno in serie A, ma tuttavia il Livorno retrocede in Serie B; nel 2009 passa al Torino, nell’agosto del 2012 va all’Ascoli e a luglio del 2013 al Parma. A seguito del fallimento del Parma, il 30 giugno 2015 firma un contratto biennale con l’Alessandria. Con i piemontesi l’inizio è positivo, Loviso diventa subito protagonista, soprattutto nella Coppa Italia Tim dove ha già realizzato tre reti contribuendo al raggiungimento della qualificazione alle semifinali, un traguardo storico.

Il Resto del Carlino riporta alcune considerazioni del centrocampista a proposito della favola Coppa Italia: “Ce lo siamo detti negli spogliatoi del Picco martedì notte prima di scendere in campo: crediamoci, perché il sogno è la vitamina del calcio e se ci ha portati fin qui può portarci anche al Milan”. Per quanto riguarda i risultati ottenuti fino ad ora:” Qui ci sono il lavoro di una società sana, solida e ambiziosa, quello di un allenatore come Gregucci che parla poco ma che sa come far arrivare i suoi messaggi, e la qualità di un gruppo di ragazzi che ha fatto grandi imprese senza rubare nulla. Mi sono rivisto le nostre partite e tutte le volte che abbiamo eliminato squadre di rango superiore la differenza di categoria in campo non s’è vista”. Forse, si vedrà con il Milan: “Massimo rispetto per i rossoneri, ma al Meazza non andremo a fare i turisti. La favola deve continuare: ce lo chiede una città intera”.

I festeggiamenti al ritorno da La Spezia: “Tutta la curva piena a saltare insieme a noi. Ho avuto la fortuna di giocare in A e di vestire la maglia della Nazionale, ma un’emozione forte come quella che mi sta dando questa cavalcata non l’avevo mai provata”. E pensando al 2001:” Bei tempi, pensare che martedì al Picco i due capitani eravamo io e Terzi: con Claudio, che è un amico vero, ci siamo scambiati i gagliardetti. Non voglio passare per presuntuoso, ma dieci anni fa la qualità della Serie A era molto più elevata e trovare spazio, per un ventenne, era molto ma molto più difficile. Ora finalmente c’è un Bologna che crede nei ventenni. Adesso la mia ambizione è quella di tornare a leggere il mio nome sulla maglia, perché come sapete il Lega Pro compare il numero, ma non il nome”.

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