Lopez e gli scontri diretti: zero vittorie fatali per lui e per il Bologna

Lopez e gli scontri diretti: zero vittorie fatali per lui e per il Bologna

di Marta Daveti

Sembra davvero essere arrivata al capolinea la tanto tormentata storia tra Diego Lopez e il Bologna. Nonostante l’andamento balbettante degli ultimi mesi, l’allenatore aveva visto mantenersi saldo il suo posto in panchina, soprattutto in virtù del fatto che “un mister secondo non si esonera”. Inoltre, forte dell’appartenenza ad una società il cui credo si fonda sull’unità e sull’idea di una squadra-famiglia, Lopez si era visto confermare la sua posizione dopo ogni gara e aveva sentito pronunciare parole di appoggio e di fiducia dopo ogni risultato negativo. 

Oggi però quel secondo posto non c’è più, la sconfitta contro il Frosinone è eccessivamente pesante per poter essere ignorata e ormai è troppo tardi per il fin troppo ripetuto “Continuiamo così, siamo fiduciosi, la prossima la vinciamo”. 

Molto probabilmente ci saranno i playoff da affrontare e la società vuole una svolta. I playoff sono una battaglia, una competizione in cui ogni partita è uno scontro diretto, una finale, un incontro da cui può dipendere il futuro…e la storia degli ultimi mesi ci racconta di un Bologna che ha perso malamente tutti e tre gli scontri diretti (Vicenza, Carpi, Frosinone), ci parla di rossoblù affondati sotto i colpi della grinta, della determinazione e della voglia di vincere degli avversari. Serve una svolta, un qualcosa che riaccenda (o accenda, a seconda dei punti di vista) la fiamma rossoblù, Lopez non ci è riuscito, ed è toccato alla società prendere in mano la situazione nei modi e nei tempi che ha preferito.

E pensare che all’andata la situazione era ben diversa. Un esempio? Gli appena citati scontri diretti: zero a zero contro il Vicenza, pareggio a reti inviolate anche contro il Carpi e un due a due contro il Frosinone. Ben differente dai risultati ottenuti nel girone di ritorno, con un solo goal segnato (al Frosinone ) e ben 7 incassati. Bologna che, nel momento decisivo si è sciolto come neve a sole.

Le tre pesantissime sconfitte negli scontri diretti hanno avuto un ruolo chiave nel percorso di Lopez.

La prima, contro il Vicenza, è arrivata come un fulmine a ciel sereno. I rossoblù venivano da una striscia di otto risultati utili consecutivi che gli avevano permesso di occupare il secondo posto con un vantaggio di +3 sulla terza. La partita contro i biancorossi era vista come un trampolino di lancio, come un banco di prova, come l’ occasione per dimostrare davvero la forza del gruppo e legittimare il vantaggio. C’era tanta fiducia e l’entusiasmo era alto. I rossoblù sono però usciti dal campo sconfitti e ridimensionati, subendo un secco due a zero che ha iniziato a far sorgere le prime perplessità davanti agli occhi dell’intera famiglia Saputo. 

A quella partita, prima di arrivare al secondo scontro diretto, sono seguiti tre pareggi e due vittorie. E’ seguito un Bologna poco dinamico, poco prolifico e poco determinato, un Bologna non proprio nella condizione ideale per affrontare il lanciatissimo Carpi. 

La partita però viene vista come l’occasione ideale per rilanciarsi, per scollarsi di dosso i dubbi e le perplessità nate dalla sconfitta contro il Vicenza. Risultato: un netto tre a zero che affossa i rossoblù. Squadra molle e nettamente inferiore. Il secondo posto è sempre più a rischio e Lopez inizia seriamente ad essere messo in discussione da una buona parte di tifoseria. 

Dopo Carpi la ripida discesa. Tre pareggi ed una vittoria portano il Bologna in terza posizione e precedono l’ultimo e definitivo scontro diretto: gara al Matusa, contro il nuovo detentore del secondo posto, il Frosinone. Partita che può valere la Serie A, gara che i rossoblù devono assolutamente vincere, gara che rappresenta l’ultima spiaggia. Anche questa volta, però, dopo il triplice fischio finale, non sono i rossoblù a correre felici sotto la curva. Anche questa volta lo scontro diretto si trasforma in una rovinosa caduta che in questo caso potrebbe lasciare ferite non curabili. Anche questa volta lo scontro diretto rappresenta uno snodo cruciale nella storia Lopez – Bologna, dopo una stagione vissuta sul filo della precarietà il mister sembra definitivamente essere scivolato senza aver trovato l’appiglio della società a cui aggrapparsi. 

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