L’Italia s’è Dest…ro: il ritorno in azzurro adesso è possibile

L’Italia s’è Dest…ro: il ritorno in azzurro adesso è possibile

Il nome di Destro è tornato prepotentemente nella lista dei papabili per un posto in Nazionale, grazie sicuramente ai gol, ma non solo. Più che il semplice finalizzatore d’area, il numero 10 si è riscoperto trascinatore, come ai tempi di Siena.

Quattro gol in quattro gare. Sportiello, Szczęsny e Reina le vittime di Mattia Destro, improvvisamente tornato ad essere cecchino infallibile. La rinascita è coincisa con l’avvento sulla panchina rossoblù di Roberto Donadoni, abile nel toccare le corde giuste per stimolare il proprio numero 10. Da lui non voleva solo tanto sacrificio per la squadra, ma soprattutto quella cattiveria sotto porta che era mancata nelle prime dieci giornate di campionato.

La rete all’Atalanta lo ha sbloccato mentalmente e lo ha liberato da quelle ansie che ne stavano pregiudicando il rendimento. Più che il semplice finalizzatore d’area, Destro si è riscoperto trascinatore, come ai tempi di Siena. Giocatore in grado di far reparto da solo, di far salire la squadra e all’occorrenza di rincorrere gli avversari fino in difesa. Una generosità che sembrava aver smarrito con Rossi in panchina, che ciò nonostante lo aveva sempre difeso: “Non commettiamo l’errore di responsabilizzarlo più del dovuto: Mattia non deve sentirsi il salvatore della patria”.

Un modo per liberarlo dalle eccessive pressioni che ne avevano contraddistinto l’arrivo all’ombra delle Due Torri, ma non il modo giusto per risolvere il problema. La formula magica l’ha trovata Donadoni, che, sin dal suo primo giorno a Casteldebole, ha parlato con Destro, gli ha fatto capire il suo ruolo fondamentale all’interno del progetto e che poteva contare sulla fiducia dello spogliatoio. L’ex Roma non ha perso tempo per ripagarla e le soddisfazioni personali lo hanno aiutato a trovare la forza per sacrificarsi ancora di più, quasi un obbligo verso compagni e tifosi che mai lo hanno abbandonato.

Impossibile dire se il classe ’91 sia definitivamente esploso, certo è che gli indizi sono troppi per non farne una prova. E il nome di Destro è tornato prepotentemente nella lista dei papabili per un posto in Nazionale. Un amore mai sbocciato quello con la maglia azzurra, basti ricordare le sole otto presenze e le mancate convocazioni per gli Europei 2012 e Mondiali 2014. Da ex CT, Donadoni ha fatto il pompiere e spento entusiasmi precoci: “Da Mattia adesso voglio la continuità: e dunque riparliamone tra dieci partite“.

Un messaggio chiaro all’attaccante rossoblù, che dopo la vittoria col Napoli ha confessato come la chiamata di Conte sia uno dei suoi grandi sogni. Un sogno che si potrebbe realizzare se Destro continuasse a tenere questo rendimento, anche perché il CT azzurro ha già dimostrato di apprezzare il ruolo di punta centrale che lavora per la squadra, uno come Pellé o come appunto l’ex Milan. La concorrenza non manca, ma le scelte verranno prese a primavera e quelle che sembrano certezze adesso, potrebbero non esserlo più a maggio. Insomma, il 10 bolognese ha tutto il tempo per scalare posizioni nelle preferenze di Conte e per salire sul treno che porta dritto a Parigi.

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