Le prime parole di Verdi: “Bologna è la cosa migliore che mi potesse accadere”

Le prime parole di Verdi: “Bologna è la cosa migliore che mi potesse accadere”

Le parole del nuovo acquisto rossoblu in conferenza stampa.

Sono un ragazzo semplice, ho un fratello più grande di due anni che gioca in serie minori. Non sono uno che esce spesso la sera o che gira per locali, non amo fare questa vita: sono molto tranquillo“. Si presenta così Simone Verdi, il nuovo acquisto rossoblu che ha parlato pochi minuti fa in conferenza stampa al Media Center di Castelrotto ai microfoni di Radio Bologna Uno.

Quali sono i tuoi sogni, cosa ti aspetti da questa annata?

“Qualsiasi giocatore a questo livello deve ambire al massimo, cioè ad arrivare in grandi squadre e alla nazionale. La mia carriera ha avuto uno sviluppo un po’ strano, l’anno scorso pur giocando poco sono cresciuto molto. Arrivo in una società importante, devo essere bravo a sfruttare ciò che la società mi mette a disposizione ed esplodere definitivamente”.

Sei destro o mancino?

“Fin da piccolo calcio con entrambi i piedi, ma nasco mancino”.

Com’è stata la tua esperienza nelle giovanili?

“Il calcio a livello giovanile è completamente diverso, quando giochi coi tuoi pari età è facile mentre quando fai il salto tra i grandi è molto più complicato e li ho incontrato le prime difficoltà. Bisogna avere fame sempre, non bastano le giocate singole e la tecnica”.

L’avventura in Spagna all’Eibar?

“Un’esperienza che mi ha cambiato tantissimo, perchè sono andato via da solo e mi sono dovuto gestire da solo tutte le cose. Campionato totalmente diverso dal nostro. Gente come Neymar, Suarez e Dani Alves hanno una cattiveria impressionante nel recuperare il pallone: se non sei cattivo e determinato non puoi andare da nessuna parte”.

Ti aiuta esserti slegato in modo definitivo dal Milan?

“Non ho mai pensato al Milan in questi anni. Ora sono contento di essermi legato a una società importante che ha creduto in me e mi sono liberato di una società che invece non ha creduto in me, forse anche per demerito mio. Da quando sono arrivato qui ho voglia di mettermi in mostra e a disposizione di tutti per cercare di fare il meglio e arrivare il più lontano possibile. Non porto dietro rancore perchè avevo deciso già da tempo di uscire definitivamente dal Milan, poi è venuta fuori questa occasione e l’ho colta al volo: è la cosa migliore che poteva accadere”.

Il tuo ruolo? Quali sono stati gli allenatori più importanti nella tua carriera?

“Nelle giovanili ho sempre giocato esterno poi ad Empoli con Sarri ho iniziato a fare il trequartista e quelli sono stati gli anni in cui ho fatto meglio e sono uscite le mie qualità. Tutti gli allenatori che ho avuto mi hanno insegnato qualcosa, con Sarri c’era un rapporto speciale: è stato quello più importante, anche perchè è quello con cui ho trascorso più anni”.

Destro?

“Ho giocato contro di lui ai tempi della Primavera. È un giocatore importante a livello internazionale”.

 

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