Lavecchia: “Il Bologna potrebbe sognare. Ai nuovi arrivati dico di non sottovalutare il peso della storia e della maglia rossoblu”

Lavecchia: “Il Bologna potrebbe sognare. Ai nuovi arrivati dico di non sottovalutare il peso della storia e della maglia rossoblu”

L’ex rossoblù Gigi Lavecchia è intervenuto ieri sera durante Tempi Supplementari, trasmissione in onda sul circuito Radio Nettuno – Radio International condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto. Di seguito l’intervista

Gigi, che Bologna hai visto contro la Samdporia?

“Ho visto una squadra che, come altre volte in questa stagione, è partita fortissimo. A tratti, mi è sembrato di assistere alla gara con il Napoli, con la sola differenza che anziché tre gol il Bologna ne aveva segnati due. Poi nel secondo tempo la squadra va un po’ in difficoltà e questo mi dispiace: penso comunque che Donadoni potrà lavorarci meglio. La Sampdoria prima ha accorciato le distanze, e va riconosciuto che è stato bravo Muriel, poi ha completato la rimonta. Il rigore è stato importantissimo, a maggior ragione guardando la classifica. Il Bologna è a 10 punti dalla zona salvezza ma è anche a pochi punti dalla zona Europa: perché non sognare?”.

Come ti spieghi questo calo tra il primo e il secondo tempo? 

“E’ certamente un calo psicologico. Con gli allenamenti che si fanno in serie A, è impossibile che si cali dopo 20 minuti. Certamente per quanto riguarda l’approccio il lavoro di Donadoni è molto efficace, visto che si parte sempre a razzo. Non è facile tenere i ritmi alti per tutta la partita, ma troppo spesso c’è questo calo ed è un po’ pericoloso. Se si vogliono ottenere risultati importanti, su questo l’allenatore dovrà lavorare”.

Tra le note positive c’è sicuramente Donsah, che dopo qualche gara in panchina si è ripreso la maglia da titolare contro il Sassuolo e al Dall’Ara contro la Sampdoria ha sfornato un gol e un assist. Come giudichi la sua gara?

“Lo conosco abbastanza bene, perché è stato a Cagliari e da quella piazza qualche informazione mi arriva visto che alleno in Sardegna. E’ certamente un ottimo giocatore. Non voglio credere che, come altri giocatori, non avesse trovato un buon feeling con l’allenatore precedente, evidentemente un po’ di panchina gli ha fatto bene. E’ un giocatore con qualità eccellenti: il numero che ha fatto sulla fascia destra in occasione del primo gol è stato stupendo. Da allenatore, fossi stato in Montella avrei tirato le orecchie ai due difensori sinistri della Sampdoria, ma il numero è stato davvero bellissimo, da ala destra fenomenale. Ha quantità, corre, recupera palloni, ha buoni piedi, è veramente un giocatore sul quale si può fare affidamento da qui a fine campionato, soprattutto se riesce a trovare continuità rispetto alla partita contro la Sampdoria”.

E’ stata anche una gara nella gara tra Donadoni e Montella viste le loro mosse tattiche: il tecnico doriano è passato al 3-5-2 che ha messo un po in difficoltà il Bologna, poi i rossoblù si sono messi a specchio.

“Sono due dei migliori tecnici in assoluto, per il calcio che hanno prodotto da giocatori e per il calcio che stanno studiando da allenatori, visto che sono giovani. Si parlava del calo del Bologna nella ripresa: beh, nel secondo tempo c’è stato proprio il cambio tattico di Montella, che qualcosa ha prodotto, altrimenti non si spiegherebbero così facilmente i due gol. Le reti vengono certamente dalla qualità di Muriel, che di sicuro è uno fra i giocatori migliori che hanno in questo momento, ma c’è anche dell’altro. Per quanto riguarda il rigore, sono un tifoso del Bologna ma riconosco che è uno di quegli episodi che se te lo fischiano contro ti arrabbi, anche perché non si capisce se prima tocca un’altra parte del corpo, e in quel caso il rigore non va fischiato, o meno. Montella ha comunque mostrato di capirne di calcio, nonostante la sua Sampdoria al momento non sta dando ottimi frutti. Ci sono state comunque diverse uscite, il mercato può disturbare, e Genova non è una piazza molto semplice da gestire. Si è trovato una squadra non costruita da lui, in condizioni non ottime e non è facile neppure per un grande allenatore come Montella. I suoi cambi, come quello del modulo nel secondo tempo, i suoi frutti li diano”.

Inserendo Floccari, mentre Montella aveva fatto entrare un difensore, Donadoni non ha però mostrato di volerla vincere di più?

“Sì, per certi versi può essere vero. Anche se poi il calcio è fatto di episodi, che a volte ti girano a favore e a volte contro. Coda è poi entrato a cinque minuti dalla fine e in effetti la Samp si stava un po’  accontentando del risultato. Ma sotto di due gol, dopo aver regalato tutto il primo tempo al Bologna, forse anche io al posto di Montella avrei inserito un difensore. La scelta più coraggiosa è stata naturalmente quella di Donadoni, ma il Bologna giocava in casa, poteva provarla a vincere e gli è andata bene. Non so, in sintesi, quanto sia andata bene per l’inserimento di Floccari e quanto per la singolarità dell’episodio. Valutando l’aspetto mentale, invece, vedendo entrare una punta i giocatori in campo recepiscono il messaggio che bisogna vincere”.

E’ tornato al gol anche Mounier: che idea ti sei fatto di lui?

“Su di lui ho un’opinione che mi sono fatto già all’inizio della stagione. Viene dal Montpellier, quindi da un calcio che non è né spagnolo, né inglese, né tedesco, che sono al momento le realtà più importanti e considerate. A mio parere è stato un giocatore sottovalutato. Più che la provenienza, contano le qualità Mounier era a secco da un po’, ma a inizio stagione ha regalato delle gioie al Bologna, è un giocatore che corre, si sacrifica, è un maratoneta ma non è neppure solo un portaborracce, perché di qualità ne ha. Tanto di cappello a chi è andato a scovare questo giocatore”.

Dal mercato di gennaio ti aspettavi qualcosa di diverso?

“Le ultime prestazioni del Bologna, o comunque il Bologna di Donadoni senza comunque voler criticare troppo Rossi, hanno un po’ ridimensionato il bisogno di intervenire in maniera pesante e netta sul mercato. Onestamente avrei agito come sta agendo il Bologna, senza fare grossi scossoni. Credo che il Bologna al momento sia un’ottima realtà, soprattutto fuori casa, e non interverrei in maniera decisa sul mercato. Parlavo prima della Sampdoria, ma non sono solo loro ad avere problemi ‘mentali’ dal mercato, penso ad esempio anche all’Atalanta. Da giocatore, mi dava molto fastidio: distrae tantissimo”.

Cosa vuoi dire a chi arriva a Bologna?

“C’è una cosa che in molti sottovalutano, ma che a Bologna si sente molto: il peso dei 7 scudetti, delle 2 Coppe Italia, della Mitropa Cup e dell’Intertoto. Molti non se le ricordano, ma il Bologna è tra le squadre con una storia eccezionale”.

Tu hai ormai intrapreso la carriera di allenatore. Come sta andando?

“Alleno ad Alghero. Alleno dei ragazzi che vista l’età ogni tanto mi fanno disperare (ride, ndr) ma sono davvero bravi”.

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