La Finanza accusa Pozzo: 3,6 milioni evasi

La Finanza accusa Pozzo: 3,6 milioni evasi

La Procura di Udine accusa la famiglia Pozzo di evasione.

La famiglia Pozzo è al centro del mirino della Guardia di Finanza. La Procura di Udine ha mosso infatti un’accusa contro Giampaolo Pozzo e la moglie Giuliana Linda, a conclusione di due anni di indagini sulle attività e sul patrimonio che la coppia gestisce dentro e fuori dal territorio nazionale.

La Guardia di Finanza ha ipotizzato la mancata dichiarazione, in otto anni, di ben 19 milioni di euro. Di questi, più di 9 milioni assumerebbero una rilevanza penale oltre che amministrativa (il resto è frutto di presunzioni fiscali, ritenute inidonee a fondare una decisione penale), per un totale di 3,6 milioni di imposta evasa.

Come riporta MessaggeroVeneto.gelocal.it, rilevante è il rapporto di Pozzo con l’Udinese Calcio, società caratterizzata da un assetto proprietario non riconducibile a lui, bensì a soggetti giuridici di diritto estero, ossia con quartier generale in Paesi a fiscalità privilegiata e per i quali non sono previsti significativi strumenti di collaborazione internazionale. “L’ipotesi delle Fiamme gialle è che i soggetti «ignoti» nelle cui mani figura finita la proprietà dell’Udinese, abbiano la sola funzione di «schermare» i Pozzo. I quali avrebbero sempre mantenuto la gestione de facto della società. Una «formale cointeressenza» nella Gesapar, holding che gestisce la società bianconera, del resto, troverebbe conferma nel destino di un’altra società, la “Fiveneta sa”, costituita nel 1996 in Lussemburgo con capitale sociale di 90 milioni di vecchie lire, ripartito tra Gianpaolo e Linda, e fusa per incorporazione nel 2001 nella Gesapar. Scorrendo le informative, altrettanto significativi appaiono i «non episodici pagamenti “a nero”, allo staff e ai giocatori, da parte di Gianpaolo Pozzo»”. Questo si legge sulla pagina del Messaggero Veneto.

Il legale della famiglia Pozzo ha respinto ogni accusa, ma la questione non si chiude qui.

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