Katia Serra: “Il Bologna non verticalizza e manca di sviluppo collettivo”

Katia Serra: “Il Bologna non verticalizza e manca di sviluppo collettivo”

Le parole di Katia Serra a Radio 1909

Ospite di Radio1909.it, l’allenatrice, rappresentante delle calciatrici e opinionista tv Katia Serra ha espresso la sua opinione sul momento del Bologna.

Si parte da Cutrone, offerto in estate al club rossoblù: “Bisogna premettere che poi il Bologna ha preso un signor giocatore come Palacio – ha affermato – Cutrone lo avevo visto in nazionale under e in Primavera e gli avevo riconosciuto un senso spiccato per il gol, il tempismo e l’istinto. Ricorda molto Pippo Inzaghi. Ho avuto la possibilità di parlare con Gattuso prima che iniziasse con la Primavera e gli feci notare questo giocatore, lui mi disse che non lo conosceva ma dopo un mese mi fece mandare un messaggio perché avevo ragione“.

Si passa a Roberto Donadoni: “Non ha senso cambiare allenatore adesso, ma in vista della prossima stagione bisognerà valutare tanti aspetti. Sulla squadra la mia impressione è che si vada troppo in ampiezza e poco in verticale. Se si gioca con triangoli stretti guadagnando metri ok, ma se si va in orizzontale rimanendo lì o indietreggiando si fa fatica. Poi bisogna saper interpretare la partita, se hai campo lo puoi prendere, se non ce l’hai ci sta di muovere la difesa per cercare l’imbucata, resta però l’impressione che gli attaccanti del Bologna ragionino da solisti senza uno sviluppo offensivo. Si va molto con azioni personali“.

Sul calcio femminile: “Da rappresentante delle calciatrici devo ricordare che le donne che praticano sport non sono professioniste e non possono essere considerate lavoratrici. Fino a oggi non era tutelata nemmeno la maternità. Va riconosciuto all’attuale governo, senza voler far politica, di aver inserito un fondo maternità per le donne nello sport. Da ora si potrà beneficiare di un bonus maternità. E’ una svolta storica“.

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