Italia senza punte, ecco perché c’è spazio per Destro

Italia senza punte, ecco perché c’è spazio per Destro

di Manuel Minguzzi

C’era una volta una Nazionale che aveva nei centrali difensivi e nei numeri nove i suoi punti di forza principali. Il mondo è cambiato, e anche l’Italia. Tralasciando il discorso sulla difesa, che non dovrebbe riguardare il Bologna, sull’attacco invece c’è una possibilità per tutti, a patto che la stagione riservi soddisfazioni enormi nel proprio club. Pensate, una squadra che ha potuto contare sui Baggio, Vieri, Inzaghi, Toni, Gilardino, Signori, Zola, Totti e tanti altri, nelle prossime due sfide di qualificazione agli Europei potrebbe schierare in campo un tridente inedito composto da Candreva, Eder e Pellè. Con tutto rispetto, un’altra cosa rispetto ai sopracitati. Le punte sono sparite praticamente tutte, Zaza fa panca alla Juve, Gabbiadini al Napoli, Balotelli si è perso per strada assieme a Immobile e Cassano ormai è fuori dal giro. Ecco dunque che per chiunque giochi e segni con continuità si apriranno le porte del paradiso. Tra questi, senza ombra di dubbio, Mattia Destro del Bologna. C’è di più, i primi quattro cannonieri dell’Italia non sono attaccanti, a testimonianza della crisi costante che riveste il ruolo in questi duri anni. Le premesse in vista dell’Europeo non sono buone, a Conte la missione di risollevare le sorti della Nazionale, e a Destro la responsabilità di farsi trovare pronto. Sai mai che in Francia gli azzurri si presentino in campo con la punta del Bologna titolare, vestito con la gloriosa numero nove. Perché no.

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