Infront – Tax & Finance: il caos scoppiato in Lega

Infront – Tax & Finance: il caos scoppiato in Lega

La bufera più totale sta scoppiando in casa Infront, advisor commerciale di Lega, FIGC e di varie società calcistiche. Non erano bastate le accuse di turbativa d’asta nell’assegnazione dei diritti TV della Serie A 2015-18, i legami con il fiscalista Andrea Baroni, arrestato venerdì, ora si parla anche di finanziamenti occulti ai club in particolare a Genoa e Bari.

Per quanto riguarda la situazione in casa Genova sponda rossoblù gli inquirenti avrebbero scoperto un prestito di 15 milioni di euro “a favore di strutture estese riferibili al presidente Enrico Preziosi grazie a una provvista messa a disposizione da Riccardo Silva (il titolare di MP & Silva, licenziatario dei diritti esteri della Serie A) tramite altre strutture estere riferibili e Infront e gestite da T&F”. Così il Sole 24 Ore riporta questa trascrizione nella giornata di ieri avendo seguito da vicino l’operato della Procura di Milano.
Ora spunta sulle prime pagine questa azienda T&F, per capire il nesso cerchiamo di ricostruire la situazione.
Baroni, arrestato ieri su ordine del gip Giuseppe Gennari, è un fiscalista italiano residente in Svizzera e uno dei tre uomini a capo della Tax and Finance, società di Lugano con sedi in tutto il mondo (Inghilterra, Panama, Dubai, Monaco) specializzata nella “consulenza fiscale internazionale”. La svolta nelle indagini sulla gestione di fondi esteri è arrivata grazie a “un voluminoso e dettagliato dossier con nomi, fatti e soldi – scrive il Corriere della Sera – spedito da un anonimo alle Fiamme gialle”. Ecco che però questa società ritorna e lo fa con colori diversi dal rossoblù genoano ma parla il dialetto milanese perché la società svizzera e di Baroni a settembre era sulle testate dei giornali per il suo ruolo nella compravendita del Milan e in vicende giudiziarie di Berlusconi: la Tax & Finance, infatti, sta assistendo Bee Taechaubol nella travagliata acquisizione del club rossonero che, specifica oggi il quotidiano di via Solferino, è totalmente estranea all’indagine.
Ieri però Infront ha voluto smentire legami con la T&F rilasciando questo comunicato: “Non abbiamo mai intrattenuto alcun rapporto con la società Tax & Finance”
Preziosi ovviamente si difende sostenendo che quei 15 milioni di euro non sono altro che la norma di un regolare contratto di finanziamento sottoscritto con una società finanziaria svizzera, in tre tranche da 5 milioni ciascuna, appoggiato su un conto svizzero che Preziosi avrebbe regolarmente dichiarato alle autorità. Soldi questi poi ovviamente versati nelle casse del Genoa.

Caso differente invece per la società calcistica Bari, infatti già ai tempi della acquisizione di Paparesta della squadra salentina, si sapeva del coinvolgimento di Infront e MP & Silva. Ora però i PM milanesi si stanno concentrando sulla sponsorizzazione della seconda maglia del bari per la quale Infront avrebbe versato 460mila euro. Paparesta con un comunicato ha poi affermato che “il costo era assolutamente proporzionato ai prezzi di mercato e che il bonifico bancario di Infront Italy è stato regolarmente contabilizzato sui libri sociali”

Infine abbiamo il “Caso Diritti Televisivi”, che facendo un passo indietro a circa un anno fa (giugno 2014), porta alla memoria delle giornate abbastanza movimentate con diffide e contro-diffide da parte dei Broadcaster duellanti. L’esito dell’asta vide Sky ottenere l’intera Serie A con l’esclusiva di 132 partite e Mediaset le gare in casa e trasferta delle principali otto squadre, per un incasso complessivo di 943milioni di euro.
A maggio di quest’anno però l’Antitrust ha aperto un’istruttoria ipotizzando un accordo restrittivo della concorrenza posto in essere tra i principali operatori, con il contributo della Lega e dell’advisor Infront. Si attendono comunque sviluppi, le indagini verranno completate entro il 30 Aprile.

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