In serie A sempre meno concorrenza: l’indice di ‘competitive balance’ è tra i peggiori al mondo

In serie A sempre meno concorrenza: l’indice di ‘competitive balance’ è tra i peggiori al mondo

Campionati sempre meno competitivi: l’esempio da seguire sono gli Stati Uniti.

L’indice di competitive balance mostra il grado di di equilibrio e di “contendibilità” interno ad una competizione sportiva. È un criterio fondamentale per misurare l’appeal di un prodotto sportivo, il suo gradimento per gli appassionati e in ultima analisi il suo valore per sponsor e tv. Negli Stati Uniti è infatti uno dei principi base su cui vengono costruiti i regolamenti, ne sono un esempio i draft e i salary cup. Una competizione in cui prima o poi tutti i partecipanti avranno la possibilità di vincere è certamente più interessante e vale la pena di essere seguita.

In questo senso l’Europa è piuttosto indietro. Considerando i cinque principali campionati europei è la Ligue 1 francese la competizione più equilibrata, con il 55%, nonostante la superiorità del PSG che ha vinto quattro scudetti consecutivi. In Bundesliga il predominio di Bayern Monaco e Borussia Dortmund ha fatto sprofondare l’indice di ‘competitive balance’ al 48%:  in pratica in Germania le cinque squadre peggiori conquistano meno della metà dei punti delle cinque big. E in Italia?

La Serie A mostra un parametro di competitive balance del 45,6% tra i più scarsi del panorama internazionale, peraltro crollato nella stagione 2016/17, in cui il punteggio accumulato dalle cinque squadre peggio posizionate (86 punti) equivale al 32% di quello raggiunto da Juve, Roma, Napoli, Inter e Milan.

Lo riporta Il Sole 24 Ore. 

 

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