Il treno del gol è deragliato

Il treno del gol è deragliato

Proseguono le indagini nell’ambito dell’inchiesta “I treni del gol”. Sette le persone agli arresti domiciliari e altre dodici indagate per reati di associazione per delinquere finalizzata alla frode sportiva. Nella giornata di ieri il pm Giovanni Salvi ha reso note alcune dichiarazioni del presidente del Catania Pulvirenti che, durante l’interrogatorio, ha ammesso di aver comprato 5 partite, a partire dalla gara Varese-Catania, per 100mila euro l’una con l’unico scopo di salvare la sua squadra, sostenendo inoltre di non aver mai scommesso su tali partite. Inaspettata senz’altro la confessione del presidente dopo che l’agente di scommesse Giovanni Impellizzeri, con cui collaborava Pulvirenti, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Di diverso avviso rispetto al presidente è stato l’ormai ex amministratore delegato Pablo Cosentino, che ha negato ogni coinvolgimento nella vicenda: ”Sono stato chiamato a Catania per allestire una squadra di vertice, andare a corrompere per vincere le partite sarebbe stato come ammettere il mio fallimento. Non ne sapevo nulla”.  Difficile giudicare la posizione di Cosentino al momento, è vero che il suo nome non compare quasi mai nelle intercettazioni, però il suo coinvolgimento nella vicenda non è da escludere.

Andiamo a vedere brevemente il funzionamento del sistema messo in piedi dal duo Pulvirenti-Impellizzeri per finanziare la salvezza del Catania. Dalle indagini ed intercettazioni è emerso che il finanziatore numero uno del sistema era Impellizzeri, il quale, agendo assieme a Pulvirenti, avrebbe pagato da dieci a ventimila euro a ciascun giocatore corrotto per ogni singola partita truccata. Tali somme ovviamente venivano presto recuperate dall’agente di scommesse puntando sulle stesse gare truccate. Per raggiungere i calciatori, e rendere possibile il tutto, era tuttavia necessario un tramite, ed è qui che entra in gioco Fernando Arbotti, procuratore di molti giocatori sia di serie B che di Lega Pro, al quale il duo Pulvirenti-Impellizzeri recapitava il contante tramite i loro uomini di fiducia, uno dei quali era Delli Carri. Durante una delle consegne, Arbotti in persona incontrò, al casello autostradale di San Vittore, Piero Di Luzio e Giovanni Milozzi, altri due membri della presunta organizzazione. Arbotti, dopo aver ricevuto il contante, venne fermato ad un posto di blocco. Durante la perquisizione furono trovati 10mila euro in contanti, senza senza che il procuratore riuscisse a spiegarne la provenienza. Rimane ora da capire dove sono finiti i 90mila euro rimanenti.

 

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