Il sonno tormentato di Lopez: dal sogno serie A all’incubo playoff

Il sonno tormentato di Lopez: dal sogno serie A all’incubo playoff

di Marta Daveti

Ogni partita doveva essere quella del riscatto, prima di ogni gara l’aria di Casteldebole era sempre densa di ottimismo, fiducia e sicurezza. Sentimenti che nascevano soprattutto dalle parole dei protagonisti, sempre pronti a ribadire la determinazione e la voglia di vittoria presenti nel gruppo, armi che la squadra, a sua detta, avrebbe sicuramente messo in campo nel match successivo. Gruppo carico, tifosi anche. 

Poi la gara. Dal 31 gennaio ad oggi, in 13 partite solo 4 vittorie, ben 7 pareggi e 2 sconfitte. Tante belle parole seguite però da pochi fatti e, per un gruppo che continua a dimostrarsi tranquillo e sicuro, c’è una piazza che inizia a non crederci più. Al secondo posto bisogna crederci ancora, naturalmente. Quello a cui la piazza inizia a non credere più sono le parole e le dichiarazioni, pre e post partita, ricche di troppa calma. Il tempo del “siamo ancora secondi” è ormai finito e forse, vedere nei giocatori e nell’allenatore un pò di preoccupazione in più non farebbe male. Non per aumentare la paura ma per cercare di fare quello scatto mentale in grado di cambiare l’atteggiamento in campo della squadra. Perché, risultati a parte, quello che preoccupa di più è il gioco (pressoché inesistente), e un gioco che manca è il risultato di poca corsa, poche idee e poco movimento, tre caratteristiche essenziali per affrontare le sei partite che restano.

Il dubbio che la società non ha mai avuto ma che si è insinuato nelle menti del popolo rossoblù è sicuramente quello relativo a mister Diego Lopez. 

Ci sono varie teorie, da quelle più estreme a quelle più moderate. C’è chi dà fiducia a Lopez perché comunque ci ha portati tra i primi posti e c’è chi pazienza non ne ha più perché “si siamo in alta classifica, ma con una squadra come la nostra dovevamo essere o primi o secondi con un gran vantaggio ” . 

C’è la linea della continuità, anche in virtù di un campionato che sta per finire, e c’è la linea del cambiamento drastico. 

La società ha espresso chiaramente la sua posizione più di una volta e ultimamente si è trovata ad esprimerla dopo ogni partita: avanti con Lopez. 

Cambiare allenatore nel finale di stagione sperando in una scossa o mantenere la situazione invariata con la speranza che il Bologna ritorni quello del 2014? 

Uniti fino alla fine. Questo è il motto della società. 

Se oggi gli animi sono così accesi è perché il Bologna ha saputo dimostrato tanto, Lopez ha vissuto un periodo super con i rossoblù, un girone d’andata giocato alla grande. La squadra sapeva vincere, segnare e sognare, ora invece il sonno non è più così tranquillo causa incubi …incubi playoff. 

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