Il Resto del Carlino: “Bologna da applausi, finalmente una partita vera”

Il Resto del Carlino: “Bologna da applausi, finalmente una partita vera”

Una squadra viva, coraggiosa e con la rabbia negli occhi. Un punto sarebbe stato strameritato

Anima, corsa, tiri nello specchio (6 contro i 3 dell’Atalanta), finalmente i gol degli attaccanti, un Destro vivo, un Di Francesco superlativo, perfino una rete irregolare regalata dall’arbitro all’Atalanta.

Questa la sintesi del Resto del Carlino che sottolinea, nonostante la sconfitta, una bella prestazione da parte dei rossoblù. Almeno un punto sarebbe stato strameritato. Un gruppo che da settimane sembrava aver imboccato la strada delle vacanze anticipate, ha giocato con lo stesso sangue agli occhi che viceversa era legittimo aspettarsi da una squadra, l’Atalanta di Gasperini, dopo i tre punti di ieri sempre più in corsa per un posto in Europa League.
Eppure la gara non era cominciata bene. Nemmeno tre giri di lancette e la dormita di Krejcì su Conti propizia il vantaggio atalantino (peccato che l’esterno di Gasperini parta in posizione irregolare).Dieci minuti dopo Freuler raddoppia sfruttando l’arrendevolezza della catena di sinistra rossoblù.

E invece comincia proprio qui la partita coraggiosa del Bologna, subito indirizzata sul binario giusto dal gol in acrobazia di un redivivo Destro, al settimo sigillo stagionale. I polmoni di Taider, il puntiglio di Mbaye, le scorribande di Di Francesco sono tutti fattori positivi che incidono e che finiscono quasi per disorientare un’Atalanta probabilmente impreparata di fronte tanta determinazione.

E così, quando Di Francesco finalizza magnificamente un’azione da manuale firmando il 2-2 ti accorgi che è la prima volta, da agosto ad oggi, che il Bologna rimonta due gol di svantaggio.

L’Atalanta è una belva ferita e con Caldara, su azione da corner, pensa di aver messo in cassaforte i tre punti. Ma ancora una volta non ha fatto i conti con la rabbia degli uomini di Donadoni, rinvigorita da un assetto fin troppo sbilanciato che nel finale trasforma il 4-2-3-1 in 4-2-4, con tutti gli attaccanti gettati nella mischia. E così solo i guantoni di Berisha negano il gol prima a Di Francesco e poi a Destro.

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