Il miglior attacco è la difesa: insegna il Bologna di Donadoni

Il miglior attacco è la difesa: insegna il Bologna di Donadoni

Da quando il tecnico bergamasco siede sulla panchina rossoblù, sono arrivate tre reti dal reparto arretrato, che hanno contribuito a sette dei tredici punti conquistati dopo il cambio di allenatore. Dal ‘Resto del Carlino’

Il proverbio dice: “L’attacco è la miglior difesa“. Per il Bologna di Donadoni non vale proprio così, piuttosto il contrario. Da quando il tecnico bergamasco siede sulla panchina rossoblù, sono arrivate tre reti dal reparto arretrato. La prima, quella di Masina nel 2 a 2 con la Roma; le ultime due, quelle di Rossettini, decisive nei successi contro Napoli e Genoa.

Sette dei tredici punti, quelli conquistati cioè dai rossoblù dopo il cambio di allenatore, portano la firma di un difensore. Se delle qualità offensive di Masina si sapeva già (due gol in campionato, il primo al Carpi), più sorprendenti sono stati i colpi di testa di Rossettini. Basti pensare che, in 185 presenze in Serie A, l’ex Cagliari ha bucato la porta avversaria in sei occasioni, un terzo delle quali nelle ultime due uscite. Riadattato come terzino destro da Donadoni, sta diventando uno dei protagonisti inattesi del Bologna: preciso in copertura e cinico nello sfruttare al meglio gli schemi su palla inattiva del nuovo mister.

Non solo una questione tattica, ma anche un cambio di mentalità: squadra più corta e pronta a spingersi in attacco anche coi proprio difensori. Ecco, in questo senso vale il detto “L’attacco è la miglior difesa“. Donadoni, infatti, sa benissimo che il modo migliore per non subire l’avversario è quello di proporre calcio e non quello di chiudersi a catenaccio. Non a caso, il Bologna prende pochi gol col nuovo allenatore: sei in tutto, di cui due su calcio di rigore. Mirante è rimasto imbattuto in tre partite delle ultime sei, mentre nelle precedenti dieci ci era riuscito solo una volta.

Anche da questi dettagli si capisce come il Bologna abbia cambiato pelle e la speranza è che questa evoluzione non si fermi. Un’evoluzione che è partita dalle radici di questa squadra, proprio da quel reparto arretrato che aspetta di ritrovare Masina, ma che celebra intanto il rientro Oikonomou, Morleo e Mbaye, tutti e tre preziosi per sbancare il Marassi di Genoa.

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