Il Carlino: lo stop dei diritti TV non fa male a Casteldebole

Il Carlino: lo stop dei diritti TV non fa male a Casteldebole

Lo stop ai diritti tv del calcio non cambierà i programmi di mercato dei rossoblù

La mazzata è arrivata ed ha a toccato nel vivo l’attuale debolezza di una Lega di serie A commissariata e lacerata al suo interno da divisioni mai risolte e forse irrisolvibili.

Come sottolinea il Resto del Carlino, questo però non pregiudica la possibilità dei club di A di ottenere, nel triennio 2018-2021, maggiori risorse di quelle attuali. Quindi, volendo guardare le cose dall’orticello di Casteldebole, il passaggio a vuoto di sabato non avrà ripercussioni sul mercato rossoblù.

“Ci resta solo la magra consolazione di essere fra quelli che alla precedente assemblea di Lega si erano astenuti”, hanno detto il giorno dopo i dirigenti rossoblù con Fenucci  in testa. Nessun dubbio, però, circa il fatto che entro Natale si troverà una quadra e che dai vari broadcaster in campo arriveranno più risorse per la A.

Il paradosso è che fino a quando non cambieranno i criteri di distribuzione, fronte sul quale il Bologna sta conducendo una dura battaglia in Lega, un teorico aumento degli introiti non farebbe che allargare la forbice tra le grandi e le medio-piccole. E qui s’inserisce la promessa del ministro dello Sport Luca Lotti di apportare modificare al testo della Legge Melandri. Con le grandi arroccate nella difesa dello status quo, solo il governo potrebbe infatti dare una spallata a un sistema che favorisce i soliti noti.

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