Il Bologna dura un tempo anche a Torino: l’ultimo posto è tutto suo

Il Bologna dura un tempo anche a Torino: l’ultimo posto è tutto suo

Sesta sconfitta in sette gare per il Bologna, che allo Juventus Stadium cade per tre reti a una confermandosi così ultimo in classifica in solitaria. Un risultato che fa male per come si erano messe le cose, ma che alla luce dello sviluppo della gara è ineccepibile. Troppa infatti la differenza di qualità tra la Juventus, per quanto non irresistibile, e il Bologna, determinato e in partita per l’intero primo tempo ma incapace di reagire nella ripresa. La sceneggiatura, infatti, è la stessa messa in scena domenica scorsa: vantaggio e poi situazione ribaltata dagli avversari, che almeno in questo caso sono i vice-campioni d’Europa.

LE FORMAZIONI – Juve in formato Champions quella scelta da Allegri, che conferma in toto l’undici che ha demolito il Siviglia: un 3-5-2 con Cuadrado ed Evra esterni, Hernanes, Pogba e Khedira in mezzo, Morata e Dybala coppia d’attacco. Il pacchetto difensivo è, naturalmente, quello azzurro, composto da Buffon, Chiellini, Bonucci e Barzagli. Rossi sceglie invece un 4-2-3-1 molto fluido, con Rizzo a dar manforte al reparto offensivo nelle azioni d’attacco, per poi scalare all’altezza dei centrocampisti in fase di copertura. Per sostituire l’indisponibile Taider viene preferito Pulgar a Brighi, mentre in difesa il rientrante Gastaldello prende il posto di Rossettini infilandosi pure la fascia da capitano. Oltre a questo nessun cambiamento rispetto alla sfida contro l’Udinese: Mirante tra i pali, Ferrari, Oikonomou e Masina a completare la retroguardia, Diawara in mezzo e Brienza, Destro e Mounier davanti.

SEMPRE MOUNIER, SEMPRE MORATA – Nei primi quattro minuti di gioco la Juventus affonda due volte verso la porta di Mirante, venendo fermata nel primo caso da Oikonomou e nel secondo da una conclusione spenta di Morata: il timore di dover tirare fuori il pallottoliere è forte. E invece. Invece al 5’ Masina pennella un mancino in area verso Mounier, che arriccia Chiellini e devia verso la porta dal limite dell’area piccola: l’intervento di Buffon è rivedibile e la palla carambola in rete. Bologna in vantaggio. Allo Stadium. Uno a zero. È la scintilla? La speranza è quella, ma la certezza è che la reazione bianconera è veemente. Per i venti minuti successivi, infatti, gli ospiti non escono praticamente dalla loro area di rigore, ma vuoi per l’imprecisione juventina vuoi per le chiusure della difesa rossoblù il pareggio non arriva. Ci prova Morata, ci prova Pogba, ci prova Evra, tuttavia nessuno di loro concretizza. Alla mezz’ora il Bologna riesce finalmente a rimettere la testa in avanti, con Mounier che va via sulla sinistra e mette in mezzo per Destro, anticipato in uscita bassa da Buffon. Per qualche minuto pare così che la tempesta si sia placata, e purtroppo non c’è niente di più sbagliato. È il 33’ quando Khedira si ritrovare a crossare dal fondo, un cross deviato da Gastaldello che finisce precisamente sulla testa di un liberissimo Morata: inzuccata da due passi che vale il pareggio. È un brutto presagio per il Bologna, anche in virtù delle riprese non trascendentali di cui siamo stati testimoni in questo inizio di campionato. A parte una palla persa di Pulgar (troppe oggi) non sfruttata da Morata e tre ammonizioni ai danni del Bologna decretate da Celi, però, fino al fischio che sancisce l’intervallo non accade nulla.

INGENUA E FRAGILE: LA RIPRESA È IL SOLITO CROLLO – La ripresa inizia senza cambi, ma dopo che Cuadrado ha messo la quinta e saltato mezza difesa, poi messo in mezzo per Morata che, a porta spalancata, ha calciato incredibilmente fuori, Rossi opta per l’inserimento di Rossettini al posto di Gastaldello. È il 48’, e stavolta il fosco presagio, rivelatosi falso allarme nel primo tempo, si realizza immediatamente. Tre minuti più tardi, infatti, su un cross dalla destra saltano Ferrari e Morata: il primo appoggia leggermente la mano sulla spalla del secondo, che casca a terra. Celi sancisce il penalty: severo lui, scafato Morata, ingenuo Ferrari. Sul dischetto va Dybala, che trasforma con precisione infilando la palla all’angolino sinistro. È il via libera al surplace juventino e alla resa rossoblù, che diventa ufficiale al diciottesimo della ripresa: cross di Morata, sempre lui, sul secondo palo per Khedira a scavalcare Masina, e incornata del tedesco per il gol che chiude il match. L’ultima mezz’ora è solo garbage time.

DUE SETTIMANE PER CAMBIARE – La sosta, si dice, è il momento migliore se si voglia cambiare allenatore. Non pare essere questo il caso: Fenucci ha confermato Rossi nell’immediato dopo partita. E allora, a meno di sorprese (che nel calcio non lo sono quasi mai) il tecnico riminese dovrà dare una seconda faccia presentabile al suo Bologna, che sin qui è una buona squadra su quarantacinque minuti, pessima sui novanta. Alla ripresa ci saranno Palermo e poi Carpi, prima dell’Inter: due partite in cui non sarà possibile sbagliare.

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