Il Bologna all’anteprima del film “Lo chiamavano Jeeg Robot”

Il Bologna all’anteprima del film “Lo chiamavano Jeeg Robot”

Tanti rossoblù, ma non solo, all’anteprima del film ieri sera al The Space

Serata in relax ieri per numerosi giocatori del Bologna, a tre giorni dalla partita contro la Juventus. E’ stata nutrita, infatti la rappresentanza rossoblù all’anteprima del film Lo chiamavano Jeeg Robot che si è tenuta alla multisala The Space, e a cui hanno presenziato anche il regista Gabriele Mainetti e il protagonista Claudio Santamaria. Fenucci, Corvino, Di Vaio e Tassi tra i dirigenti, Mirante, Da Costa, Morleo, Masina, Crisetig, Brighi, Destro, Floccari tra i giocatori, hanno approfittato di questa occasione per staccare e godersi centodieci minuti di cinema italiano innovativo, in vista di quei novanta che venerdì sera potrebbero fare da coronamento a una stagione sin qui certamente positiva. Oltre a loro erano presenti, tra gli altri, anche il sindaco Virgino Merola, l’assessore Luca Rizzo Nervo, il direttore sportivo della Fortitudo Davide Lamma e Marco Carraretto.

Il film, girato interamente a Roma, racconta la storia di un ladro da poco (Santamaria) che, dopo essere entrato in contatto con dei rifiuti radioattivi abbandonati nel Tevere, si ritrova in possesso di una forza sovraumana. Da un giorno all’altro, quindi, diventa super, ma sul voler essere pure eroe tende ad avere qualche dubbio (eufemismo). Ed è proprio in questo dilemma, piuttosto che nelle avventure extra-ordinarie (centellinate e mai sbracate), che il film trova la sua forza e si differenzia dalle saghe americane, patinate e kolossali. Se Salvatores, con Il Ragazzo Invisibile, si era azzardato a traslocare a Trieste un film di supereroi a sviluppo canonico, ricco sì di effetti speciali premiati con il David di Donatello ma che risentiva del paragone inevitabile con le produzioni multimilionarie d’oltreoceano, Mainetti sceglie invece di smarcarsi dal topos, sviluppando una storia che si mantiene appiccicata alla realtà: in Jeeg non c’è illusione ma asprezza, non c’è leziosità ma bisogno di campare. Fondamentali nella resa del film le interpretazioni di Claudio Santamaria, che nel tormento riassapora finalmente il gusto (piacere?) di un’emozione, Luca Marinelli, criminale di borgata brutalmente sciroccato e ossessionato dall’audience, e Ilenia Pastorelli, bambina intrappolata nel corpo di una donna, così fragile da indurre in tentazione. Ci sono loro e c’è Roma (Tor Bella Monaca per essere precisi) con la sua visceralità, senza la quale la storia non sarebbe probabilmente esistita. Lo chiamavano Jeeg Robot è un film crudo e spigoloso: non aspettatevi la storia di un figo col suffisso -man, ma di un uomo vero, con in mano la possibilità di un riscatto che non ha chiesto.

svelato-il-primo-poster-di-lo-chiamavano-jeeg-robot-01

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy