Il Bologna ai piedi di Giaccherini

Il Bologna ai piedi di Giaccherini

Dopo aver conquistato i tifosi rossoblù, l’attaccante toscano, partito dal Bibbiena, sogna una chiamata azzurra.

Nato a Talla, in provincia di Arezzo, il 5 maggio 1985, Emanuele Giaccherini ha dato i primi calci a un pallone proprio nella sua Toscana. Punto di partenza il Bibbiena: 5 anni nelle giovanili del club dilettantistico, poi nel 2002 il passaggio al Cesena, primo grande salto di Giaccherinho. La sua, una carriera costellata da tante gioie e qualche dolore. Numerosi gli infortuni che hanno limitato la Pulce. Il primo, come riporta Il Resto del Carlino, risale proprio ai tempi del Bibbiena, quando, all’età di 15 anni, uno scontro di gioco con il portiere avversario costò all’attaccante l’esportazione della milza.

Tra Giaccherini e romagnoli non fu amore a prima vista. Prima i prestiti a Forlì, Bellaria e Pavia, poi il ritorno a Cesena da separato in casa. Fu l’allora tecnico Bisoli ad innamorarsi del talentuoso esterno offensivo e a rilanciarne la carriera. Da escluso a protagonista, il passo è breve. Giaccherini è la stella del Cesena che in due anni fa il doppio salto dalla Lega Pro alla Serie A.

Un altro salto, la Juve di Conte. Il classe ’85 diventa il jolly del tecnico pugliese, che lo schiera indifferentemente in difesa, centrocampo e attacco. Due scudetti, la maglia azzurra, un secondo posto all’Europeo 2012, ma anche tanta voglia di giocare di più. Così Giaccherini cambia ancora, stavolta l’amore per il pallone lo porta in Inghilterra, al Sunderland.

L’avventura in terra britannica non è però fortunata. Gli infortuni lo tormentano e Giak perde la maglia azzurra. Il 30enne toscano chiede spazio, non vuole perdere l’Europeo francese del 2016. Nasce così l’idea di tornare in Italia. Il neopromosso Bologna lo preleva in prestito dal Sunderland e gli affida le chiavi dell’attacco rossoblù.

Un inizio di stagione difficile, condizionato ancora una volta da noie muscolari. Poi però la svolta con l’arrivo in panchina di Donadoni. Giaccherini diventa l’assoluto protagonista, in compagnia di Destro, della rinascita felsinea. Ora l’Europeo è più vicino, il numero 17 rossoblù spera in una chiamata del ct Conte, che non ha certamente dimenticato il suo pupillo ai tempi della Juve.

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