Giaccherini, un futuro in azzurro

Giaccherini, un futuro in azzurro

Per Emanuele Giaccherini, tornato al gol contro l’Atalanta, si parla di un futuro in azzurro, dopo le precedenti conquiste con le maglie di Cesena e Juventus e le grandi soddisfazioni con la Nazionale.

di Amos Segal

Emanuele Giaccherini, dopo la superlativa prestazione offerta contro l’Atalanta, condita da uno splendido gol con pallone tra palo e portiere (ricordante lo stile dell’indimenticato bomber Marco Di Vaio), torna a far parlare di sé: il centrocampista nativo della provincia aretina, all’epoca del Cesena di Bisoli del 2008 che fece il doppio salto dalla C1 alla A, dopo due-tre allenamenti convinse il suo allenatore, scongiurando così la sua cessione a club di categorie inferiori, facendogli intuire una sua futura “esplosione” nel calcio che conta; un’intuizione che verrà poi rafforzata dai fatti, con Giaccherini il quale, oltre a contribuire in maniera determinante al gioco della squadra romagnola, si toglierà soddisfazioni di grande spessore, come il gol del 2-0 casalingo contro il Milan di Ibrahimovic futuro campione d’Italia (stagione 2010-2011) o la doppietta (in due minuti!) nella vittoria esterna contro la Sampdoria (2-3) e, dulcis in fundo, la marcatura decisiva contro il Brescia il 15 maggio 2011, che determinerà la salvezza dei bianconeri di Romagna: alla fine saranno 103 le presenze totali, accompagnate da 23 reti.

Ma se il doppio salto di categoria con il Cesena ha fatto scoprire le sue qualità, sarà con gli altri bianconeri, ma del Piemonte, che troverà la definitiva consacrazione: nell’agosto del 2011, infatti, viene ceduto alla Juventus di Conte, che farà cucire, al termine di un’entusiasmante stagione (imbattibilità assoluta, terza squadra nella storia della serie A), il primo scudetto sul petto del centrocampista toscano, che avrà l’onore di giocare accanto a veri e propri campioni come Pirlo, Del Piero e Buffon.

La seconda stagione vede il suo esordio in Champions League ed il secondo scudetto consecutivo, con l’allenatore Antonio Conte che affettuosamente gli affibbia nuovamente il soprannome “Giaccherinho”.

Dalla serie A passa poi alla Premier League dove nella prima stagione arriva alla finale della Coppa di Lega (persa poi contro il Manchester City) e contribuisce alla salvezza del club. Nella stagione successiva un infortunio alla caviglia lo costringe a stare lontano dai campi di gioco per diversi mesi ed il suo rientro porterà ad un riacutizzarsi del dolore che farà finire la sua stagione e, con essa, la sua militanza in terra inglese. Ed eccolo, finalmente, a Bologna.

Nel mezzo, l’esperienza in Nazionale con Cesare Prandelli nella competizione continentale del 2012 in Polonia ed Ucraina, con Giaccherini presente sia all’esordio contro la Spagna futura vincitrice del tornero (1-1) sia nella seconda partita contro la Croazia (sempre 1-1). In seguito ad essa, arriva la Confederations Cup del 2013 (il torneo riservato alla nazionale campione del Mondo e alle compagini vincitrici dei titoli continentali), che lo vedrà sempre presente: giocando nell’esordio vittorioso sul Messico (2-1), nella seconda partita (stentato 4-3 sul Giappone) e segnando poi nella terza partita al Brasile (Italia sconfitta 4-2), dopo essere subentrato a Montolivo; dopo la sconfitta ai rigori contro la Spagna in semifinale, conquisterà il terzo posto ai rigori contro l’Uruguay, segnando l’ultimo rigore nella lotteria del dischetto dopo aver sostituito Diamanti.

Quindi una carriera, quella di Emanuele Giaccherini, fin qui costellata di soddisfazioni non da poco, che fanno ben sperare per il suo futuro professionale.

Accompagnato dalla moglie Dania, dalle figlie Giulia Maria e Caterina nonchè dal fido cane Arturo, il “piccoletto di Talla” è finito nuovamente finito nel mirino del ct Antonio Conte, che forse sta pensando di farlo giocare proprio nella stadio di Bologna (l’amichevole con la Romania del 17 novembre).

Giusto quattro giorni prima l’Italia affronterà i “diavoli rossi” del Belgio (qualificatisi secondi nel loro girone alle spalle del Galles) a Bruxelles nello stadio “Re Baldovino”, rinominato in occasione dell’Europeo del 2000, ma tristemente noto alle cronache come “Heysel”, teatro della più terribile tragedia che abbia mai colpito il mondo del calcio, quando 39 tifosi rimasero uccisi a causa delle violente cariche degli hooligans del Liverpool e dell’incurìa dell’impianto (non c’erano uscite di sicurezza), in occasione della finale di Coppa di Campioni tra la Juventus e i “Reds” inglesi: 32 delle vittime erano italiane.

Se Conte lo convocasse, sarebbe un grande ritorno in maglia azzurra; d’altronde, il ct è sempre stato vicino al suo ex giocatore in bianconero, rincuorandolo dopo l’infortunio in terra inglese al Sunderland e pertanto il telefono potrebbe sicuramente squillare ancora.

Assieme a Giaccherini ci sono anche Berardi e Insigne pronti alla chiamata, mentre Pellè, Candreva ed El Shaarawy hanno già il posto garantito, quindi il centrocampista toscano rossoblù potrebbe tornare tra i convocati assieme a Cerci.

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