Giaccherini: “La Nazionale? Prima di tutto il Bologna”

Giaccherini: “La Nazionale? Prima di tutto il Bologna”

La carriera calcistica di Giaccherini è stata sempre un’altalena di emozioni forti.
L’arrivo di Bisoli al Cesena nella stagione 2009-2010 lo salvò da una possibile retrocessione in Promozione, poi i due anni fantastici col la squadra romagnola, trovando prima la Serie B e poi la A. Il passaggio alla Juventus, la convocazione in Nazionale, l’esperienza oltre manica hanno regalato a questo giocatore un grande bagaglio tecnico.
All’età di 30 anni (nella sua piena maturità), si trova davanti ad una nuova sfida, una nuova emozione, un nuovo esordio.
I colori di maglia questa volta non solo il bianco-nero ma bensì il rosso e il blu.

Giaccherini scalpita ed è euforico; vorrebbe già scendere in campo domenica a Marassi.
“L’intesa con Destro va bene – afferma il giocatore toscano al Corriere di Bologna – dobbiamo soltanto affinare l’intesa”.
Sarà quindi lui che avrà il compito di affiancare la punta del Bologna o toccherà nuovamente a Falco e a Brienza? Le riserve non sono state ancora sciolte, anche se gli indizi delle scorse giornate hanno portato all’ipotesi di un 4-2-3-1 (con in mediana Donsah e Taider, trequartista Brienza e sulle fasce Mounier e lo stesso Giaccherini); bisognerà comunque aspettare la conferenza stampa di sabato di Delio Rossi.

Nell’attesa di domani, Giaccherini fa un passo indietro e racconta, ai microfoni di Francesca Blesio, la sua personale storia, il suo passato vissuto tra le vie di Talla, il sogno della Nazionale e le grandi gioie e delusioni ottenute rispettivamente con la Juventus e con il Sunderland.
Proprio dall’esperienza inglese ha voluto cominciare.

“Ambientarsi in Inghilterra è stato difficile, era tutto nuovo. La cena alle sei di sera, l’allenamento alle nove di mattina, la lingua che ancora non conoscevo e i rapporti che stentavano a nascere con gli altri compagni hanno complicato tutto”.
Un altro mondo rispetto alla Juventus, sì perché lì il giocare aveva amicizie ben consolidate, usciva a Torino coi suoi colleghi, in primis Chiellini e Marchisio (tra l’altro i primi a congratularsi con il giocatore per il ritorno in Serie A e per la scelta del Bologna).
A proposito della Juventus, la domanda sulla condizione della squadra campione di Italia è stata posta al giocatore che ha affermato di non preoccuparsi, in questo campionato la Juventus ha gettato le basi per il futuro, è plausibile secondo Giaccherini aver avuto uno sbandamento dopo aver perso tre giocatori fondamentali. “Resta comunque la squadra che cercheranno tutti di battere”.
É stato anche chiesto il segreto dello “stile Juve”, i successi che hanno ottenuto in questi quattro anni come sono arrivati?
“Quando entri a Vinovo – spiega l’ex attaccante della Nazionale senti che non puoi sbagliare, ci sono delle regole e la prima è che devi vincere. Se hai già vinto non conta, devi vincere di nuovo. Io che arrivavo dal Cesena o miglioravo o tornavo a casa. Io sono cresciuto e ho dimostrato di essere da Juventus. E poi sono riuscito ad ottenere anche la Nazionale”.

Pensare che questo ragazzo stava per abbandonare il calcio dei professionisti, ha quasi dell’incredibile; la sua fortuna è stata l’arrivo di Bisoli che lo ha riportato nuovamente al centro del progetto; in soli due anni, con il tecnico emiliano, ha ottenuto il passaggio repentino dalla Lega Pro alla Serie A.
“Se con il Cesena non fosse andata, avrei trovato un squadra in Promozione e mi sarei messo a cercare un lavoro – afferma Giaccherini – avevo un diploma da perito meccanico, forse qualcosa avrei trovato”.

Lui non crede nel destino, però è molto religioso.
“Ho una croce tatuata sul fianco e una scritta in inglese sul braccio destro ‘Dio aiutami ad amarmi’. Prego ma non ho mai chiesto favori per la mia carriera”.

Il ragazzo è nato a Talla, un piccolo paesino in provincia di Arezzo con nemmeno mille anime.
Lui passava le sue giornate da bambino a pescare le trote con le mani, a suonare i campanelli delle case dei vecchietti e scappar via e non si perdeva una partita dell’Inter: “Quante radioline ho spaccato. L’Inter non vinceva mai. Quando ho incontrato Mourinho, in Inghilterra, l’ho ringraziato”.

Nella sua vita, figura molto importante è stata sicuramente il padre. Giaccherini ha raccontato che quando fece i suoi primi provini, era terrorizzato, temeva il giudizio degli altri. Il padre gli diceva sempre: “Guarda che hanno tutti due gambe come te”. Questa frase gli è rimasta dentro come anche le parole di incoraggiamento dei suoi agenti Marinelli e Valcareggi nel momento più difficile della sua carriera quando il pensiero del ritiro non lo lasciava stare: “non mollare mai” gli continuavano a ripetere, notte e giorno. “Parole che mi sono servite anche più avanti, non ho mai smesso di pensarci, le risentivo anche in Nazionale, sono cose che non ho mai dimenticato”.

La domanda sulla Nazionale non poteva non essere chiesta a uno che quella maglia l’ha indossata e con la quale ha totalizzato 3 gol e 3 assist in 21 presenze, nonché un argento a Polonia 2012 e un bronzo nella Confederation Cup in Brasile 2013.
“Mi piacerebbe tornare in Nazionale, è il sogno di ogni giocatore – afferma Giaccherini – ma la prima cosa adesso è il Bologna, sono concentrato al 100% sul campionato, prima la salvezza poi se arriverà, abbraccerò con gioia la Nazionale. A Conte devo tanto, ha sempre creduto in me, dovrò convincerlo con ottime prestazioni”.

“Per me Bologna è un’occasione importante, Corvino e la società hanno creduto in me e io dovrò ripagare questa fiducia. Il Bologna ha bisogno di me come io ho bisogno del Bologna. Alla fine tireremo le somme e vedremo, speriamo di poter centrare i nostri obbiettivi senza dover soffrire oltremodo.”

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