Gazzoni: “La Juve rischierà il falso in bilancio, se io dovrò essere risarcito e non avrà accantonato i fondi”

Gazzoni: “La Juve rischierà il falso in bilancio, se io dovrò essere risarcito e non avrà accantonato i fondi”

Di seguito l’intervista rilasciata dall’ex patron rossoblù e attuale presidente onorario del Bologna Giuseppe Gazzoni Frascara nel corso della trasmissione “Tempi Supplementari”, condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto e in onda su Radio Nettuno – Radio International

Presidente, il Bologna è ultimo in classifica e la società ha deciso di confermare Rossi, suscitando più di una perplessità tra i tifosi.

“I tifosi hanno diritto di protestare e far valere le loro opinioni: anche ai miei tempi successe qualcosa di simile”.

Possono essere fatti paragoni tra questo inizio di stagione e un momento particolarmente duro della sua gestione?

“Non credo, questo è particolarmente duro perché per ora di punti ce ne sono pochi, solo 3 sui 24 a disposizione. Non ricordo che all’epoca della mia gestione ci fu un avvio simile”.

Lei non è mai stato un sostenitore degli esoneri: ma davanti a una serie di risultati simile avrebbe preso in considerazione l’ipotesi di allontanare l’allenatore?

“Secondo me ci ha pensato anche la società. L’esonero è un discorso che va preso in considerazione già al momento dell’assunzione di un allenatore, è una condicio sine qua non”.

Attualmente qual è il suo ruolo in società e che rapporto ha con Saputo?

“Siamo amici. Il mio ruolo attuale è solamente quello di presidente onorario, ma l’altro giorno mi ha telefonato Fenucci per dirmi che, dopo l’uscita di Tacopina, volevano ‘sistemare’ al meglio questo ruolo secondo il regolamento, essendo una società per azioni. Mi hanno chiesto se vorrei partecipare ai Consigli di amministrazione, ma non è quello che ho intenzione di fare. Sono a disposizione se mi chiedono qualcosa, ma non voglio fare qualcosa di operativo. Certamente è una dimostrazione importante di stima nei miei confronti”.

Da imprenditore a imprenditore, quale trova sia la dote principale di Saputo?

“Sinceramente non lo conosco così bene da questo punto di vista. Ho parlato qualche volta con lui e mi ha raccontato le potenzialità della loro società”.

Di calcio avete parlato?

“No: se non me lo chiedono, perché dovrei intervenire? E poi io sono stato presidente per tanti anni, ma non sono un tecnico. Ci sono persone che sanno fare questo mestiere e possono dare consigli: le conoscenze non mancano al signor Saputo, che mastica calcio da tanti anni”.

Lei ha sempre avuto tra i temi più a cuore la necessità di legare la squadra alla città: Saputo sta riuscendo in questo intento? E come sta rispondendo Bologna?

“Bene, benissimo. Adesso ci vogliono i risultati, fino a ieri c’era grande identità di vedute, anche grazie al lavoro che ha fatto Tacopina, che ora è andato a Venezia. Saputo sta riuscendo a manifestarsi benissimo in una città come Bologna”.

Ha citato Tacopina: che impressione le ha fatto?

“Una persona simpatica, per le volte in cui ho parlato con lui. Quando era presidente ci siamo incontrati qualche volta, ma senza approfondire aspetti tecnici. E’ molto capace specialmente sul  marketing e ha saputo risvegliare l’entusiasmo di una città: Bologna e i bolognesi erano molto depressi. Ora non mancano i mezzi, ma mancano i risultati: è una situazione ben diversa da quella precedente”.

Tra i papabili, in caso si arrivasse all’esonero di Rossi, c’è Guidolin. Secondo lei sarebbe ‘riproponibile’ nella piazza bolognese, in particolare dal punto di vista umano visto che come tecnico non si discute?

“Perché no. Ci fu quell’incidente, ma è un eccellente tecnico. Ci sarà certo qualche altro allenatore, ma Guidolin era bravo. Ci fu quell’infortunio labiale, chiamiamolo così, ma come allenatore non si discute”.

Parlando invece delle sue vicende recenti, nell’ambito del procedimento Calciopoli lei ha chiesto alla Juventus 113 milioni di danni. Come si è arrivati a questo punto?

“Quella cifra è frutto della somma fra il danno di Calciopoli a Victoria e il danno alla mia persona e alla finanziaria di famiglia. Victoria si è costituita contro Juventus e Fiorentina; fino all’8 settembre, prima delle motivazioni della Cassazione, Victoria era praticamente fuori dal processo di Calciopoli perché i precedenti gradi di giudizio avevano considerato che la Juventus non fosse punibile per i reati commessi da Moggi. Invece le motivazioni della Cassazione hanno cassato il proscioglimento della Juventus e quindi hanno sostenuto – e lo ha detto la Cassazione, quindi è legge – che la Juventus è responsabile, come società, dei reati commessi dal proprio dirigente, e questo ha cambiato radicalmente la posizione di Victoria. Fino a quel momento era stato stabilito che la Juventus era prosciolta e quindi non poteva essere perseguita per i torti e i reati commessi dal signor Luciano Moggi e di conseguenza, anche se è un aspetto molto tecnico, anche del signor Giraudo. L’articolo 2047 del Codice civile stabilisce che la società è responsabile per i danni costituiti dai propri dirigenti o dipendenti. Il cambiamento è stato in quel momento, il 9 settembre. Si poteva intuire, dalle motivazioni, che poteva essere così e quando abbiamo saputo e letto le motivazioni, le cause sono partite”.

Quali sono i prossimi passaggi e quali saranno le tempistiche?

“Per Calciopoli ci vogliono tempi tecnici che potrebbero aggirarsi tra l’anno e mezzo e i tre anni. Io devo ancora mancare al Tribunale di Napoli la richiesta per il calcolo del danno di Victoria e ho tempo fino al 9 dicembre, poi si andrà nel Civile. Il reato è stato confermato dalla Cassazione, si tratta di fare la valutazione del danno per quello che riguarda Calciopoli. Per quanto riguarda invece i danni personali, siamo in primo grado e la vicenda è più lunga”.

Si sente ottimista rispetto all’evoluzione della vicenda?

“Certamente, altrimenti non sarei andato avanti: la mia questione non è temeraria, è reale, sofferta e pagata. Qualcuno questi reati li ha commessi: se la Cassazione sostiene che queste sono le persone che hanno commesso i reati, così sarà e si andrà avanti a vedere se i giudici riescono a valutare il danno e riescono a dire che Victoria ha i titoli per essere risarcita di una certa cifra. Che Victoria debba essere risarcita, lo ha già detto la Cassazione, e su questo non si discute: si tratta di dire di quanto”.

Cosa succederà in casa Juventus?

“Non lo so. Dovrebbero aver accantonato dei fondi, ma può darsi che abbiano invece deciso di non farlo, con tutti i rischi annessi e connessi. La società è quotata: se poi viene fuori che io devo essere risarcito di una certa cifra e questa cifra non è stata accantonata, rischiano il falso in bilancio, ma questi sono problemi loro, che conoscono benissimo. La proprietà della Juventus è Exor, che ha 400 avvocati nel mondo, vuole che non sappiano queste cose? Se poi non lo fanno è un problema loro, io ho fatto quello che mi sentivo onestamente e doverosamente di fare per quello che è successo in questi ultimi 10 anni, poi vedremo”.

Tornando alle vicende di calcio,  secondo lei il Bologna si salverà?

“Me lo auguro, ma del resto ci sono tutte le premesse perché ciò avvenga. Sarebbe ridicolo che una delle società più ricche della serie A retrocedesse. Sicuramente correranno ai ripari, esistono i rinforzi di gennaio, come fece il Sassuolo due anni fa, salvandosi alla grandissima grazie agli investimenti di Squinzi a gennaio”.

Bisognerebbe però arrivare al giro di boa almeno a 15-16 punti…

“Quando c’ero io l’asticella della salvezza, e questa è la prova di Calciopoli, fu portata a 42 punti. Dopo, l’asticella si è abbassata e con le 20 squadre è a 36-37 punti: 36 diviso due fa 18, quindi alla fine del girone di andata serviranno quei punti. Il giorno in cui il Bologna ripartirà si creeranno entusiasmi, indotti tra squadra e tifosi e sarà una vita molto più serena. Oggi, ovviamente, questi risultati non portano felicità ma tensioni e paure: quello di sabato contro il Carpi è un derby importante”.

E’ un derby “in tono minore”?

“Sì e no. Mi ricordo Bologna-Spal in serie C, ma c’era lo stadio pieno e bastava quello a dare odore di serie A: i derby sono così”.

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