Fuochi: “Se al Bologna concedi sei palle reti, con il Barcellona diventano dodici”

Fuochi: “Se al Bologna concedi sei palle reti, con il Barcellona diventano dodici”

Walter Fuochi, intervistato a “Quasi Gol”, analizza le gare della Roma contro il Bologna sabato e ieri con il Barcellona, insieme ai suoi punti di vista sull’organico rossoblù, sugli altri giocatori ed allenatore e sul possibile addio di Cristiano Ronaldo al Real Madrid.

di Amos Segal

Walter Fuochi, gentilmente intervenuto ai microfoni di “Quasi Gol”, s’è soffermato sulla disastrosa partita della Roma a Barcellona in Champions League, non senza un pizzico d’ironia, anche sul match di sabato: “Ho visto i gol, ma la partita non mi piaceva, s’è giocato a pallanuoto, il campo era pessimo. Al di là delle ironie che si possono fare, con il senno di poi si poteva pensare che la Roma a Barcellona non avrebbe avuto vita facile, perchè aveva concesso 6 palle gol al Bologna, mai successo in campionato. Garcia ha guardato solo all’attacco, che gli consentiva gioco in piscina, ma non alla parte difensiva. Il Bologna è andato al tiro tante volte, con il Barcellona sono state il doppio; se al Bologna concedi sei palle reti, con il Barcellona diventano 12. Il campo cattivo c’è anche per gli altri, se non focalizzi il problema e non capisci che i problemi sono dietro e non davanti. Il problema è che oggi hanno detto a Garcia che c’è qualcosa che non va”.

Per riguarda l’attuale situazione del Bologna in campionato: “I risultati parlano, 7 punti in 3 partite piacerebbero anche alle squadre in testa, non solo a quelle in coda. Donadoni s’è richiamato sempre al realismo, dicendo che non sarebbe sempre stato così”.

Interpellato, invece, sulla smodata esultanza di Destro dopo il gol segnato alla sua ex squadra, dice: “Bisognerebbe conoscere Destro per sapere il sistema pedagogico più adatto, non si fanno sconti a nessuno, Destro non può essere perdonato per il suo gesto, che l’ha fatto fuori nel momento più delicato. Il tifoso soccorre il vincitore, sempre, in quel momento lui era stato l’autore del 2-2 nel momento più tremendo, quindi logico che l’hanno difeso. Se le cose vanno bene si è sempre indulgenti, se invece vanno male si è tutti più critici”.

Su Giaccherini e il suo momento dorato della militanza rossoblù: “Giaccherini è importante, il cambio di passo del Bologna è dovuto all’incidenza del suo valore: ha fatto due gol importanti, preso un rigore altrettanto importante, i 7 punti sono merito suo almeno al 50%”.

Parlando, invece, della sfida di sabato contro il Torino e la sostituzione dello squalificato Destro: “Io farei sostituzione testuali, se la punta di riserva è Mancosu, lo userei. Rischi di inventarti un centravanti, Mounier ha già fatto 3 gol, uno annullato e ha tirato in porta, quindi c’è arrivato ma non lo cambierei di ruolo, perché lì vale di più”.

Quando gli viene domandato il suo pensiero sul gioco del Bologna, dice: “Qualcosa nel gioco è cambiato con Donadoni, con Masina che gioca in una posizione più consona, la difesa può contare su tre difensori d’esperienza. Il resto lo fa la fiducia in sé stessi, l’autostima, questa squadra credeva che il proprio campionato fosse già finito a Natale”.

Riguardo al tanto decantato addio di Cristiano Ronaldo al Real Madrid per un approdo a Parigi, afferma: “Siamo nel pianeta delle stelle, chi vuole Ronaldo, da quando ha manifestato di non voler più Benitez, si fa sotto; per lo Sceicco del PSG i soldi non sono un problema”.

Soffermandosi, invece, sul progetto di restyling dello Stadio di Bologna: “Mai più acqua sulla testa, dobbiamo arrivare a vedere la partita senza problemi. Il luogo che scegli per il tuo divertimento e tempo libero ha importanza per la tua vita, il progetto è importante anche per i residenti, sempre sospettosi. L’acme del problema del traffico appartiene più al passato che al presente”.

Alla domanda su chi sia il più bravo degli allenatori in Italia, risponde: “Ancelotti è il miglior allenatore italiano del momento, anche se disoccupato”.

Infine, su Biabiany e Iturbe, appetibili dal Bologna per il mercato di gennaio, afferma: “Biabiany è l’unico che corre forte nell’Inter, non credo che Mancini se ne priverà. Iturbe è una copia di Biabiany che non interessa tanto alla Roma, al Bologna potrebbe fare il salto di qualità”.

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