Fortino Casteldebole: qui sta nascendo la famiglia Bologna

Fortino Casteldebole: qui sta nascendo la famiglia Bologna

La rivoluzione Donadoni non ha (ancora) riguardato il modulo di gioco, ma le abitudini del gruppo, chiamato a passare più tempo assieme per compattarsi e confrontarsi anche in un momento felice e tranquillo come quello attuale. Da ‘il Resto del Carlino’

Il ciclone Donadoni si è abbattuto su Bologna ormai tre settimane fa. Molti credevano che avremmo assistito ad una rivoluzione tattica, in particolare dal 4-3-3 al 3-5-2, modulo quest’ultimo tanto caro all’allenatore ex Parma. Rivoluzione c’è stata, ma non a livello di schemi, bensì nelle abitudini del gruppo, che sta diventando lentamente una famiglia.

Donadoni, reduce da un’esperienza che lo ha arricchito molto sotto il piano umano, ha compreso da subito quanto fosse importante compattare l’ambiente in un momento tanto difficile come quello in cui è arrivato. Così il mister dei Rossobù ha imposto una due giorni di doppi allenamenti, con lo scopo di trasformare una semplice squadra in un vero e proprio nucleo familiare. Giocatori chiamati ad arrivare nel quartier generale di Casteldebole fra le 9 e le 9 e mezzo, prima seduta e poi pranzo tutti assieme. La ripresa alle 15, in modo tale che ci sia anche il tempo per un confronto fra allenatore e ogni calciatore, perché tutti meritano la stessa attenzione.

Il piano per ora ha portato i suoi frutti, con le vittorie con Atalanta e Verona, ma è impossibile pensare che tutti i problemi del Bologna siano risolti. Così Donadoni non solo ha confermato la formula, ma anzi i ritmi sono addirittura aumentati in quest’ultima settimana, vista la pausa per le Nazionali, che consente di mettere benzina nelle gambe e lavorare più dettagliatamente in vista dei prossimi impegni.

Le doppie sedute sono passate da due a tre e l’orario di arrivo al centro è stato anticipato alle 9, in modo tale che la squadra facesse colazione insieme. Gli allenamenti a Casteldebole si sono trasformati insomma in una sorta di mini-ritiro: niente alberghi e montagne, ma le condizioni sono molto simili a quelle di una preparazione estiva. Il lavoro più importante è sulla psiche del gruppo, che rischia di accontentarsi e di adagiarsi sugli allori dopo i sei punti in due partite. Ma Donadoni si è già dimostrato ottimo psicologo, ridestando un ambiente caduto nello sconforto dopo l’entusiasmo della promozione di giugno.

 

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