Faida Tacopina-Saputo: ipotesi liquidazione?

Faida Tacopina-Saputo: ipotesi liquidazione?

Non è arrivata, o non ancora, la risposta di Joey Saputo alla ingiunzione preliminare presentata dall’avvocato Joe Tacopina presso la corte Suprema di New York nei confronti del chairman del Bologna Joey Saputo. Nei documenti in possesso della nostra redazione, che includono anche la corrispondenza e-mail fra gli avvocati delle rispettive parti, si evince che il Presidente del Bologna (ormai declassato ad ex secondo Saputo), accusi il magnate canadese di violazione degli accordi pattuiti. In particolare, Tacopina accusa Saputo di aver utilizzato una strategia ad hoc per estrometterlo dalla controllante BFC Usa, o quantomeno di ridurne le quote. L’accusa è chiara: secondo l’avvocato newyorkese, il Chairman avrebbe prospettato ai soci di BFC Usa una serie di spese di sostentamento al club che, stando all’arringa di Tacopina, non sarebbero state necessarie. In questo modo, con una serie di aumenti di capitali giustificati da Saputo come fondamentali per salvare il Bologna, le quote di Tacopina si sono ridotte fino al 13%, non sufficienti, come fatto presente dall’avvocato di Saputo, per mantenere la carica di presidente.

C’è di più; secondo il newyorchese, Saputo si sarebbe accordato per mantenere almeno al 30% le quote in possesso di Tacopina, il tutto tramite un prestito di denaro che l’avvocato avrebbe restituito in 5 anni con un tasso del 5%, oltre ai compensi richiesti per lo svolgimento del suo ruolo in seno al Bologna. Le cifre sono note: 350mila euro in B, 800mila più 400mila di bonus basati su determinati obiettivi in Serie A. Sostanzialmente, cifre maggiori a quelle che scatenarono la polemica cittadina attorno al vecchio presidente Guaraldi.

Ora che succederà? Perché è questa la domanda che si pongono i tifosi. Probabilmente si arriverà ad una liquidazione. In prima istanza, perché i finanziamenti sostenuti da Saputo vengono ritenuti fondamentali per quello che è stato il salvataggio del Club, in secondo luogo perché Tacopina è, da mesi, privo di ogni potere decisionale. Si tratta ‘solo’ di trovare un accordo economico che consenta a Tacopina di uscire di scena, probabilmente gettando lo sguardo verso Venezia, i rumors di un suo ruolo nel rilancio societario della società veneta sono sempre più insistenti. Anzi, l’ingresso pare imminente. In sostanza, quella in atto sembra essere una faida basata sul denaro, si tratta di decidere quanti ne dovrà scucire Saputo per liquidare il Pres una volta per tutte.

 

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