ESCLUSIVA TBW – Ulivieri: “Donadoni mister di livello internazionale, la società deve prima di tutto consolidarsi”

ESCLUSIVA TBW – Ulivieri: “Donadoni mister di livello internazionale, la società deve prima di tutto consolidarsi”

L’intervista di Francesco Bocchini al presidente dell’A.I.A.C. Renzo Ulivieri.

La redazione di Tuttobolognaweb ha intercettato in esclusiva l’ex mister rossoblù e attuale presidente dell’A.I.A.C. (Associazione Italiana Allenatori Calcio), Renzo Ulivieri.

Salve sig. Ulivieri, domenica è in programma, alla Dacia Arena, Udinese-Bologna. Come vede il match per la squadra emiliana?
  “Partita non facile, l’Udinese è capace di grandi gare, ma allo stesso tempo di prestazioni al di sotto delle attese. E’ molto discontinua come formazione, il Bologna dovrà essere bravo ad approfittare delle difficoltà che i bianconeri avranno nel corso dell’incontro”.
Un commento sui due tecnici, Colantuono da un parte e Donadoni dall’altra.
C’è una grande differenza fra i due. Donadoni ha esperienza a livello internazionale, quella maturata ad esempio con la Nazionale, ma ha anche vissuto avventure che ti possono insegnare molto come quella di Parma. Colantuono, invece, pur essendo molto valido, ha sempre guidato formazioni di media-bassa classifica, con le quali ha comunque raggiunto gli obiettivi prefissati”.
E’ possibile riscontrare un punto d’incontro fra i progetti di Udinese e Bologna?
Sono due progetti diversi. Quello dei friulani è partito da tempo e punta a valorizzare i giovani per poi rivenderli a prezzi alti alle big d’Italia e d’Europa. Il Bologna ha iniziato quest’anno un nuovo corso e credo che abbia ambizioni alte. La dirigenza si è presa dei rischi e ha scommesso molto sulla linea verde, ma per ora i risultati le danno ragione”.
Proprio come i bianconeri di Pozzo con la nuova Dacia Arena, anche i rossoblù stanno pensando ad un restyling del Dall’Ara.
Quando si parla di restauro di un impianto sono più che contento, anche se ho una mia personale visione in merito. Da persona avanti con l’età, non mi piace pensare ad uno stadio al di fuori della città, una sorta di cattedrale nel deserto, come successo a Bari o a Padova. Ben venga però rimodernare stadi come il Dall’Ara, il Franchi di Firenze, che hanno segnato la storia del nostro calcio”.
Pura utopia pensare già dalla prossima stagione ad un Bologna in grado di lottare per l’Europa?
Il primo obiettivo deve essere la stabilizzazione della società, perché è inutile parlare di Europa se non si ha una dirigenza solida alle spalle“.
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