E’ un Bologna incompiuto: fallita un’altra prova di maturità

E’ un Bologna incompiuto: fallita un’altra prova di maturità

La vittoria di San Siro aveva illuso i più che potesse essere arrivato il momento della definitiva svolta della stagione e che si potesse guardare alla parte sinistra della classifica, più che ai bassifondi. Invece il Bologna ha mancato anche questa prova di maturità, così come già era accaduto per la gara con l’Empoli.

Il girone d’andata è finito come nessuno avrebbe voluto, anche se i 22 punti rappresentano un ottimo bottino con cui presentarsi al giro di boa, pensando soprattutto a come era iniziata la stagione. La sconfitta fa comunque male, così come si evince dalle parole a fine partita di Taider : “Volevamo chiudere bene, sulla scia del successo contro il Milan. Non abbiamo dato il 100% e il 90% evidentemente non basta. Siamo soddisfatti fino ad un certo punto – continua il francoalgerino -, anche se siamo partiti in maniera negativa potevamo fare meglio. Dobbiamo essere ambiziosi vista la qualità che c’è nel gruppo: si cresce solo così e nel ritorno dovremo fare più punti“.

Insomma, una squadra che per stessa bocca dei suoi interpreti non può accontentarsi e deve cominciare a pareggiare anche quando le cose non vanno nel verso giusto, evitando certi ko beffardi come quello di ieri. La squadra di Donadoni è infatti quella che ha raccolto meno X in campionato, appena uno in 19 incontri. Un Bologna senza misure insomma, capace di vincere contro Napoli e Milan e di perdere contro avversari di caratura inferiore. Soprattutto fra le mura amiche si fatica: il Dall’Ara è tutt’altro che un fortino inespugnabile, se si pensa alle sei sconfitte.

Va detto che ieri le assenze si sono fatte sentire, così come le lacune della rosa: in questo senso il mercato avrà un ruolo importante per garantire al mister delle pedine importanti che possano sostituire i titolari. Non è un caso che i blitz di Empoli e Chievo sono arrivati quando è mancato il metronomo Diawara: Pulgar e soprattutto Crisetig non si sono dimostrati ancora all’altezza per guidare il centrocampo rossoblù. Così come Mbaye prima e Falco poi hanno fatto rimpiangere i vari Mounier e Rizzo.

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