Dopo un anno si torna a Frosinone: ma il mondo è cambiato

Dopo un anno si torna a Frosinone: ma il mondo è cambiato

Maggio 2015: il Frosinone stende il Bologna e conquista la A. Febbraio 2016: per i ciociari la necessità di vincere per mantenere vive le speranze salvezza

Ricordate il 2 maggio 2015? Fu il giorno in cui il Bologna scese al Matusa a giocarsi le ultime residue chance di secondo posto, sappiamo come è finita: tre reti in 15 minuti, festa gialloblù. Apre Soddimo, pareggia Ceccarelli, decide Blanchard. E’ la giornata in cui lo sconosciuto Carlini si trasforma in Cristiano Ronaldo mettendo in subbuglio tutta la difesa rossoblù. E’ l’addio al secondo posto, la fine della gestione Diego Lopez. L’esonero viene deciso da un breve summit fuori lo spogliatoio del Matusa da Saputo, Fenucci, Di Vaio e Corvino, l’allora presidente Tacopina aveva già abbandonato l’impianto. Anche questo un sintomo della guerra societaria che si sarebbe scatenata in estate. La società decide, tardivamente si dirà poi: via Lopez dentro Rossi. Il resto è storia nota.

A distanza di nove mesi il mondo si è capovolto, se prima nutrivamo invidia per la scalata di Frosinone e Carpi verso la Serie A, ora siamo noi ad avere il coltello dalla parte del manico, grazie ai capitali di Saputo, ad una rosa decisamente più competitiva e ad un allenatore capace di risollevare le sorti di una squadra all’apparenza priva di verve. Pensate, da una parte i rossoblù hanno imbastito con ritardo la rosa per la massima serie, ma sono riusciti ad acquistare giocatori del calibro di Donsah, Giaccherini e Destro, dall’altra parte i ciociari hanno deciso di puntare sul gruppo che ha portato la Serie A, scontrandosi con la dura realtà del calcio italiano. Quella che non ti permette di nutrire i sogni di sole speranze. Quel gruppo gialloblù per il momento ha dimostrato di non essere pronto a guadagnarsi la salvezza, infatti l’ultima concreta chance passa proprio attraverso la sfida ai rossoblù di domani sera. O vincono o è finita.

Discorso diverso per il Carpi, squadra che probabilmente avrebbe dovuto continuare a basare la propria strategia su Castori e non su un direttore sportivo di comprovata esperienza in Serie A ma poco adatto alla realtà biancorossa. Errata la scelta di Sogliano, giusta quella di riprendere il discorso dove era stato interrotto. Non a caso, dopo la rivoluzione, il Carpi ha ripreso a fare punti. Peccato che potrebbe essere tardi per tentare l’impresa. Ad ogni modo, quello che più conta è osservare il cambiamento radicale del Bologna, passato da big presa a schiaffi in B, a realtà consolidata in Serie A. Il tutto in 5 mesi. Domani al Matusa abbiamo l’appuntamento che tutti attendevamo, la possibilità per il Bologna di prendersi la rivincita, il desiderio di continuare a sognare e condannare la seconda squadra alla retrocessione dopo il Verona. Se ci pensate bene, anche quella vittoria al Bentegodi fu il primo piccolo-grande segnale per l’Hellas. Le prime speranze di salvezza vennero affossate da Giaccherini e Donsah. Il Bologna al Matusa può ripetersi.

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