Donadoni, un’altra missione da subentrato

Donadoni, un’altra missione da subentrato

Cambio al timone della squadra, arriva un allenatore di grande esperienza e in cerca di nuove sfide, Roberto Donadoni.

di Amos Segal

Alla fine c’è stato il cambio di guida nella squadra: il posto di Delio Rossi (che ha comunque saputo prendere commiato come un vero signore) è stato affidato ad un altro allenatore di grande esperienza, Roberto Donadoni.

Il 52enne della provincia bergamasca (è di Cisano) è alla quinta panchina in serie A dopo le esperienze (peraltro più che brillanti) con il Livorno del bomber Cristiano Lucarelli (stagione 2005-2006, subentrato nel gennaio 2005), il Napoli nella stagione 2008-2009 (subentrato a Reja nel marzo del 2009), che contava campioni come Lavezzi, Hamsik e Paolo Cannavaro , il Cagliari nel 2010-2011 (subentrato a Bisoli nel novembre 2010) di Alessandro Matri (che segnò 11 reti in stagione) e Radja Nainggolan (attuale perno della Roma di Garcìa) e, infine, il Parma, dal 2012 (subentrato a Colomba in gennaio) al 2015, quando la società ducale sprofondò nella voragine di un incubo iniziato da Callisto Tanzi nel 2003 e concluso nel marzo di quest’ultimo anno da Tommaso Ghirardi e Pietro Leonardi con il fallimento del club e la sua iscrizione al campionato dilettanti.

Roberto Donadoni può inoltre vantare una parentesi come allenatore della nazionale maggiore, dal 2006 (quando raccolse l’eredità di Marcello Lippi laureatosi campione del Mondo in Germania) al 2008 (eliminato ai rigori dalla Spagna all’Europeo, che poi si aggiudicherà il trofeo continentale).

Arrivato, quindi, con le migliori garanzie di una carriera fin qui costruita con salvezze brillanti e, soprattutto, l’apposizione di una firma che vuol dire fiducia:

l’ex centrocampista del grande Milan di Sacchi (considerata una delle squadre migliori di tutti i tempi), che calcò i campi di calcio italiani ed internazionali al fianco di fuoriclasse come Van Basten, Rijkaard e Gullit ed imparò poi le nobili arti di allenamento e tattica insieme all’altro grande compagno in rossonero Ancelotti (laureatosi campione d’Europa con il Milan nella storica finale di Champions League a Manchester contro la Juve e poi con il Real Madrid di Cristiano Ronaldo).

Donadoni prende le redini di un Bologna con problemi non da poco, iniziando dalla classifica (sempre terz’ultimi dopo le sconfitte di Hellas Verona e Carpi ieri sera) e passando alla crisi di Mattìa Destro (ancora a quota “zero” dopo dieci giornate) e dell’attacco rossoblù; il lavoro non sarà facile ma, d’altronde, questo è proprio il bello dello sport: vincere le sfide più ardue per scrivere pagine di storia sempre più gloriose.

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