Donadoni: “Saputo coinvolgente, credo nel valore di questa rosa ma per il momento niente rivoluzioni”

Donadoni: “Saputo coinvolgente, credo nel valore di questa rosa ma per il momento niente rivoluzioni”

Le prime parole di Roberto Donadoni sulla panchina del Bologna.
di Manuel Minguzzi

Primo incontro con la stampa per Roberto Donadoni che ha affrontato le curiose domande dei giornalisti. Il tecnico è apparso sereno, ma soprattutto determinato nell’affrontare questa sfida. Non solo nella stretta attualità di questa stagione, ma anche per il futuro rilancio della squadra ad alti livelli.

Quinto subentro, cosa le hanno insegnato le altre esperienze?
“Ogni storia fa a sè, non sono abituato a guardarmi indietro perché l’importante è l’oggi. Ho accettato perché vedo questa possibilità, ricomincio dall’Emilia, una terra di gente che lavora e sa lavorare e sa divertirsi. C’è una buona cucina, Bologna è una città ricca di cultura. E’ una opportunità importante anche per la storia di questa società. Dobbiamo con ogni forza e ogni energia conquistare i punti per raggiungere la salvezza”.

Che idea si è fatto della squadra?
“Le idee dall’esterno spesso non hanno un peso così predominante. Ho avuto modo di conoscere i ragazzi, Corvino e Di Vaio mi hanno raccontato molto della squadra in questi giorni e ora voglio viverla sulla mia pelle. Il Bologna è la quarta squadra più giovane della Serie A, spesso si sente dire di dover dare spazio ai giovani poi quando i risultati non ci sono tutti cambiano idea. Se i giocatori sono bravi alla fine si riesce a tirare fuori qualcosa di importante. Ho detto ai ragazzi che io non posso nulla senza di loro”.

Ha giocato con vari moduli. Quale le sembra più adatto a questa squadra?
“Sono convinto che la conoscenza del materiale ti fa scegliere il discorso tattico più idoneo. Alla prima stagione da allenatore pensavo di usare il modulo in cui giocavo da calciatore perché lo conoscevo bene, poi analizzando gli uomini a disposizione ho capito che non erano adatti a quelo schema e ho cambiato. Ci sono tante variabili, credo che non sia intelligente stravolgere le cose ora, è troppo presto. I giocatori hanno bisogno di certezze”.

Questa situazione richiede anche un lavoro psicologico sui giocatori?
“L’aspetto psicologico è fondamentale non solo nel calcio ma nella vita quotidiana, il bello del mestiere dell’allenatore è confrontarti con situazioni nuove. Tutte le energie saranno rivolte a centrare l’obiettivo”.

Come sta la squadra?
“Sono convinto che il gruppo stia bene, i risultati non sono quelli che si aspettavano e i giocatori ne sono consapevoli. Faremo leva sulla voglia di riscatto”.

A Destro servirebbe il Donadoni giocatore?
“Un giocatore come Destro non si è dimenticato di come si fa gol, però è un giocatore e come tutti ha bisogno di una mano. Vale per lui come per gli altri, altrimenti si carica di responsabilità”.

Si è posto qualche obiettivo in questa nuova avventura oltre alla salvezza?
“L’obiettivo è cercare di portare questa città e questa squadra nel calcio che tutti ricordano. Un presidente come Saputo ha tutte le intenzioni di riportare in alto la società. Bisogna partire dal mantenimento della categoria e poi cercare di migliorare progressivamente. Nelle ultime settimane mi sono arrivate tante offerte, avrei potuto guadagnare anche di più, ma sentendo il progetto e le prospettive di questa proprietà mi sono convinto di questa scelta”.

Ha incontrato Saputo?
“L’ho incontrato ieri sera, ho capito che ha le idee molto chiare. Ha un modo di fare coinvolgente, bastano poche parole per capire il personaggio che hai di fronte”.

Tornando al campionato, come vede le avversarie?
“Nel nostro campionato diverse squadre non sono meglio del Bologna, la lotta non mi auguro sia ristretta a poche squadre, anzi, credo che ne coinvolgerà tante e spero di non dover pensare solo alla salvezza. Credo fortementente nella squadra, nei calciatori, ho detto loro che dovranno vedere in me un alleato. Ora dovremo dare un seguito con i fatti”.

Ora Atalanta e Verona, due sfide cruciali?
“Sicuramente due partite importanti, noi dobbiamo aggrapparci ad ogni singolo punto con rabbia e determinazione. Vorrei vedere l’atteggiamento di chi non rinuncia mai, di chi ci prova sempre e di chi vuole far vedere di che stoffa è. Non mi piace vedere gente che si nasconde, preferisco gli sbagli. Vuol dire che ci hanno provato”.

Firmerebbe per il diciassettessimo posto?
“No, vorrebbe dire vivere senza uno scopo. Ho una mia convinzione e mi auguro che i ragazzi non debbano attingere dalla mia rabbia positiva per crescere, le motivazioni bisogna saperle cercare dentro di sè. All’interno del gruppo deve anche crearsi quella competitività necessaria per aumentare il livello”.

Il Bologna tira poco in porta, ha pensato a come migliorare questo aspetto?
“Il finalizzatore è un giocatore come Destro, ma c’è bisogno di presenza fisica in mezzo all’area. Se lo lascio solo non ho tante chance, sostanzialmente una. Se portiamo più uomini in area forse in termini di realizzazione riusciamo a fare qualcosa di meglio”.

Il regista? Pensa che Crisetig possa dare una mano?
“Mi auguro e sono convinto di sì, è un giovane interessante. Dipenderà molto da lui”.

C’è anche un problema terzino destro?
“Liedholm avrebbe risposto, la mettiamo sulla sinistra la fascia”.

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