Donadoni per la salvezza, Sarri per lo scudetto

Donadoni per la salvezza, Sarri per lo scudetto

Donadoni contro Sarri

Entrambi figli della provincia italiana, Donadoni è cresciuto in quella fucina di calciatori che è la Bergamasca, Sarri si è trasferito in Toscana, la sua strada l’ha trovata in banca e lì ha cominciato a volare a viaggiare in Europa con una valigetta piena di conti. Anche Donadoni attraversava l’Europa, ma percorrendola sulle strade della Coppa dei Campioni. E così quando nel ’94 Roberto alza al cielo la sua terza Coppa dei Campioni col Milan, nell’Italia di Sacchi, si laurea vice campione al Mondiale americano, Maurizio coltiva la sua idea di calcio alla guida del Cavriglia, campionato di Promozione toscano. Nel ’99 Sarri decide di trasformare la sua passione in professione e Donadoni, mette in bacheca il suo ultimo trofeo da calciatore: lo scudetto conquistato in Arabia Saudita.

A Napoli, nelle strade dei presepi la statuina di Maurizio Sarri va già a ruba: del resto si parla di un allenatore che sa riaccendere la passione di una città intera attorno a un sogno chiamato scudetto. A Donadoni invece, gli serviva riaccendere la speranza che il campionato dei rossoblù non fosse finito già a Natale, come potevano lasciar pensare i risultati negativi della gestione Rossi. Tutti e due per un’ idea di allenatore che incide nel profondo, e che sa trarre i frutti del proprio lavoro dalla cura maniacale dei dettagli.

Per quanto riguarda il campionato, Sarri ha il miglior Higuain di sempre, ma ci ha messo del suo per far ritrovare il sorriso al Pepita. Stessa operazione è quella che sta portando avanti Dondoni con Destro. Insomma, due allenatori simili e differenti allo stesso tempo.

 

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