Donadoni: “La vittoria è per Camilo. Grande prestazione della squadra”

Donadoni: “La vittoria è per Camilo. Grande prestazione della squadra”

La conferenza di Roberto Donadoni

Donadoni, una grande mentalità per questo Bologna.
“Noi siamo una squadra che deve ragionare in questo modo. Il nostro atteggiamento deve essere sempre questo, dobbiamo convincerci che niente ci è precluso se ragioniamo sulla base del fatto che il tuo compagno è sempre pronto a darti una mano. Oggi potevamo segnare anche prima, forse ci manca ancora una piccola dose di cinismo. A volte non ci crediamo fino in fondo ma i ragazzi si meritano questa soddisfazione”.

Grande partita di Morleo, al centro di voci di mercato.
“Su Archimede non avevo dubbi, è un ragazzo fatto in un certo modo, un professionista serio. Vorrei spendere però due parole per Camilo. Siamo tutti vicini a lui, ci auguriamo di poterlo abbracciare presto. Suo padre ha bisogno che ora lui dimostri nella sua professione di essergli più vicino”.

La possiamo definire una vittoria della mentalità?
“Faccio un esempio. Brienza oggi era con la squadra anche se non è ancora pronto per giocare, dobbiamo vivere con questo rapporto e questo feeling. Se c’è questa coesione non dobbiamo porci limiti”.

Ottimo apporto anche delle punte. Destro e Floccari sugli scudi.
“Mattia è stato bravo sotto tutti gli aspetti, Sergio è entrato in maniera fantastica. Abbiamo fatto un acquisto di valore, anche se ha giocato in una posizione che non è proprio la sua”.

Di Francesco si è un po’ lamentato sul primo gol, dice che Giaccherini forse ha commesso fallo…
“Quando si subisce un gol si va a cavillare, io vedo a volte attaccanti che prima di intervenire si girano e vanno addosso agli avversari. E’ bello anche che il gioco vada, altrimenti si spezzetta il ritmo. E poi c’è un po’ di malizia che può servire, non mi sembra comunque ci fosse un intervento scorretto di Giaccherini”.

Dopo tanto è tornato anche Donsah. Come mai lo ha scelto?
“Durante la settimana vedi cosa ti danno i ragazzi, poi prendi le decisioni del caso. E’ stato importante per noi, Godfred ha avuto una fase in cui fisicamente non stava benissimo, lui ha bisogno di essere al top e fino a che è stato in campo ci ha dato un grande contributo”.

Perchè meglio in trasferta?
“Condizionamento mentale, dobbiamo avere sempre lo stesso atteggiamento. Se si è concentrati su quello che si devi fare, sia in casa che fuori dovremmo avere un certo tipo di rendimento. Poi noi abbiamo caratteristiche precise ancora da migliorare, se lo faremo ci toglieremo altre soddisfazioni”.

Come si trova a lavorare con una delle proprietà più ricche della Serie A, venendo dal fallimento del Parma?
“Non si pensa a questo, so di avere un presidente di grande spessore umano. So anche che i capitali sono importanti ma noi pensiamo al campo. Al passato non voglio pensare, non voglio farmi il sangue amaro”.

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