Donadoni e Mancini: sabato si giocano la partita, in estate la panchina azzurra

Donadoni e Mancini: sabato si giocano la partita, in estate la panchina azzurra

I tecnici di Bologna e Inter, avversari sabato a San Siro, sono fra i candidati più papabili per sostituire Conte.

dal Resto del Carlino

Uno è milanista fino al midollo, l’altro è interista d’adozione: basterebbe questo per far capire quanto siano distanti Donadoni e Mancini. Due personalità, sia da calciatori che da allenatori, opposte: il bergamasco ha un carattere mite e poco appariscente; di tutt’altro stampo lo jesino, che ama le luci della ribalta e accetta di buon grado il confronto acceso.

Qualcosa però li accomuna, oltre chiaramente al nome di battesimo: il Bologna. Nel caso di Donadoni si tratta di un punto d’arrivo, come dichiarato dallo stesso tecnico al suo arrivo sotto le Due Torri. Per Mancini, invece, la squadra rossoblù fu l’inizio di una brillante carriera da giocatore.

Avversari sia da calciatori che da tecnici, i due si incroceranno di nuovo a San Siro, una sorta di seconda casa per entrambi. In palio non solo i tre punti, ma anche il vantaggio nella corsa alla panchina azzurra, anche se non sarà certo la sfida di sabato a decidere i destini di Donadoni e Mancini.

Per il primo, legato contrattualmente e affettivamente al Bologna, la chiamata di Tavecchio rappresenterebbe l’occasione per riscattare la passata avventura con l’Italia, conclusa con l’eliminazione ai quarti di Euro 2008, per mano della Spagna.

Anche per il “Mancio” la panchina azzurra costituirebbe una sorta di rivincita, visto che con la maglia della Nazionale non è mai riuscito ad essere protagonista. Inoltre diventare commissario tecnico è forse l’ultimo passo che manca al mister nerazzurro per completare una carriera già ora prestigiosa.

 

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