Difesa di ferro e Brienza regista: ecco i segreti del Bologna di Donadoni

Difesa di ferro e Brienza regista: ecco i segreti del Bologna di Donadoni

Chi si aspettava subito una rivoluzione con l’arrivo del mister ex Parma dovrà pazientare. Eppure i cambiamenti non sono mancati e le mosse si sono rivelate vincenti.

Ci hanno insegnato fin dalle scuole primarie che Roma non venne costruita in un giorno. Filosofia di cui si è appropriato Roberto Donadoni, arrivato in punta di piedi sulla panchina del Bologna. Era un estraneo in casa d’altri, imporre da subito le proprie idee, a maggior ragione a distanza ravvicinata da una partita tanto importante come quella con l’Atalanta, sarebbe stato prematuro e controproducente.

L’ex allenatore del Parma l’ha capito e la prima mossa è stata quella di continuare sulla scia del lavoro avviato da Rossi, confermando il 4-3-3, che tuttavia non rispecchia propriamente le sue idee. Donadoni però è un uomo equilibrato, la frustrante esperienza dell’anno passato lo ha fatto crescere, tecnicamente ma soprattutto umanamente. Ha studiato fino in fondo lo schema del Bologna, cercando di migliorarne i pregi e limitarne i difetti. La rivoluzione totale e il passaggio al 3-5-2 insomma sono rimandati. Il mister 52enne ci lavorerà durante la pausa e magari lo adotterà se non dalla partita con la Roma, non proprio la più semplice per sperimentare, da quella successiva.

Eppure, quello visto nel secondo tempo con l’Atalanta e sabato al Bentegodi comincia ad essere il Bologna di Donadoni. Tre le mosse che hanno cambiato volto e dato nuova linfa alla squadra: i riposizionamenti di Rossettini e Brienza e l’inserimento di Maietta nell’undici titolare. Partiamo dal reparto difensivo, passato dalle 15 reti subite nelle prime dieci giornate a mantenere la porta involata nelle ultime due uscite. Lo spostamento di Rossettini a destra, dove giocava anche a Siena, ha dato equilibrio, così come la decisione di puntare su Maietta al centro, che da ex ha fornito una prestazione sicura e ordinata a Verona al fianco di Gastaldello. Pochi i rischi corsi da Mirante, decisivo solo nella prima frazione contro l’Atalanta.

Infine il capitolo Brienza. L’ex Cesena aveva sempre ricoperto il ruolo di trequartista o seconda punta nella sua carriera. Donadoni lo ha reinventato regista davanti alla difesa, riproponendo un esperimento già fatto con Marchionni a Parma. Le doti di palleggiatore di Brienza si sono sposate sin da subito coi muscoli e il dinamismo di Diawara e Donsah. Insomma, Donadoni ci ha messo del suo per cambiare le sorti del Bologna. Rivoluzione sì, ma un po’ alla volta.

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