Diawara: “Qui grazie a Corvino, e presto arriveranno anche i risultati”

Diawara: “Qui grazie a Corvino, e presto arriveranno anche i risultati”

E’ fine settembre, ma è ancora tempo di presentazioni. L’ultimo acquisto presentato è Amadou Diawara, il giovane mediano di colore che ha ormai conquistato il pubblico bolognese. Acquistato come rinforzo per la Primavera, Diawara si è guadagnato la fiducia del mister e dei tifosi, lui che è ancora giovanissimo e presenta ancora quei tratti fanciulleschi e adolescenziali tipici dei diciottenni. Partito dall’oratorio in Guinea, nel giro di un anno e mezzo Diawara è diventato titolare in Serie A. Sentiamo le sue parole.

Amadou, come si passa da acquisto per la Primavera a titolare in Prima Squadra?

“Sono molto contento, ma posso dire che la qualità non ha età. Ho lavorato tanto in ritiro, il mister mi ha aiutato molto in questi mesi e adesso mi sento pronto per giocare”.

C’è un giocatore a cui ti ispiri?

“Mi piace molto Yaya Tourè”.

Con il gruppo hai trovato una figura di riferimento?

“Sto bene assieme ai ragazzi, mi aiutano tutti dal portiere all’attaccante”.

Cosa si prova a giocare in uno stadio di Serie A?

“Io in campo non ascolto i rumori sugli spalti, gioco con la testa tranquilla e basta”.

Raccontaci un po’ la tua storia.

“Ero in Guinea, giocavo in una squadra di un oratorio. Poi sono venuto qui, sono stato prima alla Virtus Cesena e poi Corvino mi ha portato alla sua accademy a Lecce, sono stato lì una settimana. Il direttore mi disse che mi avrebbe portato con sé. Non potevo venire subito al Bologna, sono andato a San Marino e poi Corvino ha mantenuto la parola. Il direttore mi ha aiutato tanto”.

Le voci sulla Juventus erano vere?

“Non ho mai perso la tranquillità, volevo venire qui perché era la mia prima scelta”.

Adesso i bianconeri, qual è l’emozione di andare a giocare allo Stadium?

“Sono forti, la Juve è una grande squadra, sarà emozionante per me ma stiamo lavorando bene anche se i risultati non stanno arrivando. Secondo me ce la faremo a strappare qualche punto”.

Il morale dello spogliatoio qual è?

“Sappiamo che dobbiamo lavorare ancora di più, se non arrivano i risultati qualcosa non va. Presto arriveranno anche quelli e raggiungeremo il nostro obiettivo”.

Quale ruolo senti meglio?

“Mi piace giocare davanti alla difesa, penso di poter fare bene in quel ruolo se continuerò a lavorare bene”.

I consigli di Rossi?

“Non ho avuto la possibilità di fare il settore giovanile, la prima cosa che mi ha detto è stata ‘Fedele (Limone, uno degli assistenti di Rossi, ndr) ti mette a posto’. All’inizio non conosceva neanche il mio nome. Posso dire che il mister mi sta aiutando tanto, sta facendo bene il suo lavoro”.

Come è fare la vita del professionista?

“In Guinea dopo gli allenamenti potevo andare in giro con gli amici, qui non è possibile perché sono stanco e devo riposarmi per recuperare”.

E’ difficile imparare a muoversi assieme al reparto. Non avendo fatto il settore giovanile nessuno ti ha insegnato i movimenti.

“Il mister mi ha aiutato in due mesi a mettermi un po’ a posto ma so che devo migliorare tanto”.

I tuoi sogni? Dove vorresti arrivare?

“Diventare un grande giocatore, superare Yaya Tourè magari”.

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