Di Vaio su Di Natale: “Totò è un grande, ha avuto una carriera straordinaria”

Di Vaio su Di Natale: “Totò è un grande, ha avuto una carriera straordinaria”

Descrizione del bomber della squadra friulana che domenica scenderà in campo contro il Bologna, a parlarne è un altro esperto delle aree di rigore della massima serie: Marco Di Vaio, oggi general manager nella società del “chairman” Joey Saputo.

Domenica sarà Udinese-Bologna, ma soprattutto sarà la sfida incrociata tra il bomber (e bandiera) di casa e l’allenatore che più di tutti ha creduto in lui: Roberto Donadoni.

L’attaccante napoletano che andò a Empoli a diciannove anni per coronare il suo sogno di diventare calciatore, trovando l’amore e mettendo su famiglia, ebbe anche una breve parentesi nel vecchio di Iperzola (ora Boca Pietri Carpi, risultato di numerose fusioni nel tempo) allenato all’epoca dagli “storici” rossoblù Paolo Stringara e Fabio Poli, i quali però non si renderanno conto delle potenzialità del ragazzo.

Rientrato nella città toscana nel 1999, troverà la propria consacrazione in 5 stagioni condite da 178 presenze e ben 55 reti in tre stagioni nella serie cadetta e due in quella massima: è nata una stella e diverse società se ne accorgono. Nel 2004 Di Natale arriva a Udine, iniziando una carriera tra le più brillanti che la società e la tifoseria friulana abbiano mai visto fino a quel momento, la quale ha portato alle attuali 440 presenze, condite da 226 reti e l’indiscutibile leadership che solo le vere bandiere sanno impostare.

Marco Di Vaio, oggi manager della società felsinea, paragona il rapporto dell’ex collega delle aree di rigore con il suo al Carlino: “Totò è un grande, ha avuto una carriera straordinaria e ci ha fatto male spesso: a Udine ha trovato la sua isola felice e lì ha deciso di rimanere anche di fronte a offerte di grandi club. E’ un po’ quello che è successo a me a Bologna”.

Come ha sottolineato giustamente l’ex numero 9 rossoblù, Di Natale ha “punzecchiato” spesso e volentieri la squadra petroniana dal lontano 6 gennaio 2004, con la casacca dell’Empoli: al suo gol replicarono però Claudio Bellucci e Fabio Pecchia e finì 2-1 per il Bologna. Fino ad oggi il suo bilancio contro i felsinei è di 9 reti, 2 assist ed un’azione da gol procurata alla squadra; statistiche da autentico campione, capace di decidere l’incontro anche partendo dalla panchina.

Anche Marco Di Vaio è stato un’autentica spina nel fianco della compagine friulana, segnando 10 volte e fornendo 2 assist: peccato, però, che non potrà scendere in campo domenica per confermarsi ancora; toccherà quindi a Mattìa Destro farsi valere, andando a caccia di gol, che ancora manca in trasferta.

Ultima, ma non meno importante nota sull’attaccante campano, friulano d’adozione: con la Nazionale ha collezionato 42 presenze, condite da 11 reti e la medaglia d’argento conquistata nell’edizione polacco-ucraina del 2012; nel clan azzurro fu lanciato da Giovanni Trapattoni (4 presenze ed un gol), fu riscoperto appunto da Roberto Donadoni (16 presenze e 6 reti nel periodo 2006-2008) ed impiegato anche da Cesare Prandelli, mentre il rapporto con Marcello Lippi fu ondivago, con l’esclusione dalla spedizione vittoriosa nel mondiale tedesco del 2006 e richiamato per il mondiale fallimentare in Sudafrica nel 2010.

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