Di Vaio: “Saputo vuole rispettare i programmi, vorrei restare qui a vita”

Di Vaio: “Saputo vuole rispettare i programmi, vorrei restare qui a vita”

L’amore per il Bologna e per Bologna non l’ha mai nascosto, se da giocatore Marco Di Vaio ha cambiato casacca più volte, da dirigente il suo desiderio è mettere radici in città. Di questo e di tanto altro, della vicenda Zanetti-Saputo, della squadra, del mercato e di Destro ha parlato il club manager in una intervista al Resto del Carlino

L’attualità impone una riflessione sul cambio di guida tecnica: “Rossi ha gettato le fondamenta, Donadoni sta tirando su la casa – ha affermato Di Vaio – Delio ha svolto un lavoro molto scrupoloso, forse troppo, sul piano tattico e infatti le nostre partite peggioravano nei secondi tempi. Con Donadoni raccogliamo i frutti dell’esperienza che ha maturato in questi anni. Roberto cura nei dettagli ogni piccolo particolare”. Si torna poi indietro nel tempo, ai momenti in cui Di Vaio cercava di persuadere Saputo: “Gli parlai già a settembre dell’anno scorso per elencargli le potenzialità e i problemi da risolvere. Qualche dubbio ce l’aveva. E’ vero anche il fatto che Zanetti ha pizzicato nell’orgoglio di Joey”. Tornando al presente, Di Vaio parla del suo nuovo ruolo dietro la scrivania: “Non è facile stare seduti, ogni occasione è buona per alzarsi in piedi. Ho vissuto un anno di gavetta niente male, la B, l’esonero di Lopez, la promozione, le otto sconfitte e l’esonero di Rossi. Il momento più duro è relativo alla promozione, se l’avessimo fallita il progetto di rilancio avrebbe subito un duro colpo”.

Idee chiare in tesa anche per quello che può essere il suo percorso dirigenziale, perché di far l’allenatore Di Vaio non se la sente proprio: “Dirigente va bene, senza etichette ancora meglio. Sono ambizioso e mi piacerebbe avere un ruolo in questa società per tutta la carriera, da calciatore ho cambiato tante casacche ma da dirigente non vorrei cambiarne neanche una. Sono il club manager, non voglio rubare il posto a Corvino, lui e Fenucci hanno avviato un processo di crescita entusiasmante”. Sul futuro del club invece Di Vaio è chiaro: “Quando Saputo detta un programma ha piacere che venga rispettato, ci serve una progressiva e graduale crescita che porti ad un pareggio di bilancio tra tre anni. Non si diventa grandi in pochi mesi, i club sono come le persone”.

A proposito di giovani, gli viene chiesto se per il Bologna sarà possibile trattenere a giugno i suoi gioielli Masina e Diawara, Di Vaio ammette: “E’ presto per parlarne, ma l’idea è di cedere un giovane bravo e di reinvestire in altri baby la maggior parte dei soldi incassati. Se arrivassero offerte di ingaggio enormi noi non potremmo ancora pareggiarle”.

Per quanto riguarda la classifica e la recente striscia di risultati positivi, Di Vaio non vuole abbassare troppo la guardia: “Non penso che il Bologna sia fuori dal campionato della salvezza, è tornato nel groppone ed era l’obiettivo primario ma una squadra che ha perso otto delle prime dieci è destinata a soffrire fino alla fine”. Sulla partita di sabato contro l’Empoli: “E’ il cliente più difficile che ci potesse capitare, una vittoria potrebbe dare una sferzata alla nostra stagione”. Chiusura su Destro, da bomber a bomber Di Vaio illustra i motivi della crisi e della rinascita del giocatore: “Mattia doveva rimettersi a posto fisicamente, con la Roma aveva lavorato poco perché sarebbe andato via, poi era necessario che si liberasse delle scorie da grande squadra, perché lì vieni giudicato solo per i gol mentre in una squadra come la nostra gli attaccanti devono prima di tutto sgomitare. Gli ho detto che doveva ritornare il bomber faticatore di Siena”.

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