Destro: A volte le vere svolte nascono dagli errori

Destro: A volte le vere svolte nascono dagli errori

Ieri Mattìa Destro ha sbagliato il tiro dagli undici metri contro il Chievo Verona, ma un singolo episodio non può fermare il campionato di un giocatore eletto dalla tifoseria grazie alle sue splendide giocate.

di Amos Segal

Calcio di rigore, tiro dal dischetto, gli undici metri, la massima punizione. Chiamatelo come volete, ma una delle più importanti (e gravi) sanzioni comminate dall’arbitro in una qualsivoglia partita costituisce da sempre una delle emozioni più estreme per i cuori di tutti, giocatori e tifosi.

Ieri, al 36′ della gara Bologna-Chievo Verona, il fischietto di Latina Claudio Gavillucci ha assegnato un rigore ai padroni di casa per il fallo del difensore Nicolas Frey (fratello di Sèbastien, indimenticato portiere della nostra massima serie con Inter, Hellas Verona, Parma, Fiorentina e Genoa) su Giaccherini. Mattìa Destro, come con la Roma, si è incaricato della battuta, ma a differenza di quel precedente, il portiere italo-argentino Albano Bizzarri è riuscito ad intercettare il pallone con un piede, neutralizzando la conclusione del numero 10 rossoblù. Un anticipo dell’atroce beffa firmata dal centrocampista Simone Pepe a quasi dieci minuti dal termine quando, lasciato colpevolmente solo dalla difesa avversaria, con un diagonale diabolico ha trafitto Mirante e mette la palla nell’angolino.

Domenica ci si aspetta una bella rivincita contro la Lazio, per rimediare ai tre punti persi con i clivensi; ma torniamo alla questione del rigore.

Eduardo Galeano, indimenticato scrittore uruguaiano, lo descrisse come “una fucilazione” per il portiere, legato anzichè al palo del condannato, ai tre pali della porta contro il suo carnefice e cioè il giocatore addetto alla battuta; altri lo hanno paragonato a uno duello del Far West, che con la memoria ci riporta agli spaghetti-western del grande Sergio Leone, con Clint Eastwood, Lee Van Cleef, Gian Maria Volontè ed Eli Wallach, i quali si sfidavano a colpi di revolver e sguardi glaciali o fiammeggianti come le canne delle loro armi.

La storia del calcio ci fornisce tante leggende sui rigori, come il famoso portiere spagnolo Ricardo Zamora, che si dice ipnotizzasse con lo sguardo i giocatori avversari al momento decisivo, oppure il sovietico Lev Jascin che ne parò più di 100 in carriera ed anche l’argentino Sergio Goycoechea, soprannominato “San Goyco” in patria per le sue numerose prodezze sulle conclusioni dagli undici metri.

Diego Armando Maradona, uno dei più grandi giocatori di sempre, dichiarò una volta: “I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli”. L’onere di tale sbaglio toccò anche a lui, al mondiale italiano del 1990, quando ai quarti di finale il portiere jugoslavo Tomislav Ivkovic parò la sua conclusione.

Se anche uno dei numeri 10 più geniali e completi in assoluto ha sbagliato dal dischetto, pure l’attaccante rossoblù recante il suo stesso numero di maglia può avere la sua giornata sbagliata. C’è sempre una prima volta.

Non dobbiamo dimenticare che Mattìa Destro ha passato un periodo iniziale piuttosto grigio, poi il cambio in panchina ha dato i suoi frutti, con le prime, decisive segnature ed un gran lavoro al servizio della squadra.

Quando si incaricò di tirare il rigore dato contro la Roma, si prese le sue responsabilità e trasformò, esultando con tutta la rabbia e la grinta dell’ex tornato ai suoi ritmi abituali. Al suo arrivo, Destro è stato accolto come un eroe e salvatore, lui se lo ricorda con immensa gratitudine, così come è conscio del fatto che con Donadoni c’è stato un cambio di marcia che sta facendo sognare una piazza intera.

A volte, dai bei sogni, veniamo svegliati bruscamente, così è la vita: ma nessuno ci può impedire di guardare in alto e tornare a sognare in grande, sperando che quei desideri tanto covati nel nostro inconscio e coltivati nei nostri pensieri migliori diventino, in un futuro non tanto lontano, una magnifica realtà.

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