Donadoni: corsi e ricorsi storici in azzurro a Bologna

Donadoni: corsi e ricorsi storici in azzurro a Bologna

Trattasi di destino, l’uomo che appena venti giorni fa è stato chiamato da Saputo a risollevare le sorti di un Bologna  quasi rovinato da una falsa partenza in campionato, ha già cominciato a trasformare nella sua nuova casa lo stadio che poco meno di trent’anni fa tenne a battesimo la sua sfavillante avventura in azzurro.

Quella notte il Dall’Ara era stracolmo, Beppe Bergomi insospettabile autore di una doppietta, Azeglio Vicini al debutto in panchina per risollevare le sorti di un’Italia che a giugno era in difficoltà. Roberto debuttò proprio a Bologna con la maglia dell’Italia, un ricordo che lo stesso mister nella conferenza stampa di presentazione aveva rimosso “Ricordo i due gol di Bergomi – disse – ma sinceramente solo adesso che me lo fate notare voi ricordo che si giocava a Bologna”. Una svista giustificata, dato il suo colmo database ricco di trofei, vittorie, gol e trionfi.

Per uno che nelle sue dodici stagioni al Milan ha vinto 6 scudetti, 3 Coppe dei Campioni, 2 coppe intercontinentali, 3 Supercoppe europee e 4 Supercoppe italiane e che ha indossato la maglia azzurra per dieci anni, 63 volte e 5 reti (conquistando il terzo posto a Italia ’90 e il titolo di vice campione del mondo a Usa ’94).

All’illustre carriera di calciatore si affianca quella da allenatore, impreziosita da tre salvezze in A (Livorno, Cagliari e Parma ), un’esperienza importante a Napoli, ma soprattutto dal biennio da c.t. azzurro, quando nel 2006 Donadoni ha raccolto il testimone di Marcello Lippi riconsegnandoglielo due anni dopo. Nel mezzo, una eliminazione all’Europeo per mano della Spagna, ma solo ai rigori, dopo che nel girone gli azzurri eliminarono quella Francia vice campione mondiale.

Oggi con Conte viene facile ricordare i tanti incroci di campionato tra i due quando Donadoni stava per far calare i titoli di coda sulla sua irripetibile avventura al Milan e Conte furoreggiava con la maglia della Juve. I due sono stati anche compagni d’avventura in azzurro nella spedizione di Usa ’94, con in panchina Arrigo Sacchi: un c.t. che apprezzava i dribbling di Donadoni e il furore agonistico di Conte e che ad entrambi ha trasmesso parecchio nel mestiere di allenatore.

 

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