De Marchi a Tempi Supplementari: “Masina? Tutti abbiamo deciso che fosse giusto continuare il rapporto con il Bologna perché Adam si sente bolognese a tutti gli effetti”

De Marchi a Tempi Supplementari: “Masina? Tutti abbiamo deciso che fosse giusto continuare il rapporto con il Bologna perché Adam si sente bolognese a tutti gli effetti”

Marco De Marchi, ex rossoblù e attuale agente, tra gli altri, di Adam Masina, è intervenuto ieri sera a Tempi Supplementari, in onda sul circuito Radio International – Radio Nettuno e condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto con la collaborazione di Ugo Bentivogli. Di seguito l’intervista.

Marco, pareggiando contro la Fiorentina il Bologna ha dimostrato non solo carattere ma anche intelligenza. Qual è la dote principale dei rossoblù, in questo momento?

“E’ ormai da un po’ di tempo che la squadra sta dimostrando la mentalità giusta e stanno arrivando i risultati. C’è dietro un grande lavoro e oggi chi gioca contro il Bologna per portare a casa punti deve fare fatica: così è successo anche con la Fiorentina. Penso che ci siano ancora margini di miglioramento ma siamo sulla strada giusta. Il lavoro fatto e le basi che si stanno gettando per un futuro radioso ci sono. Quest’anno la cosa importante è conservare la categoria, per avere davanti un futuro di grandi aspettative”.

 

Come ti spieghi il fatto che spesso il Bologna cala nella ripresa? E’ una mancanza di personalità?

“Sono abituato a parlare e dire la mia nel momento in cui conosco le cose al 100%. In questo caso posso fare delle ipotesi. Le partenze sono sempre veloci e intense, e aspettarsi che una squadra mantenga lo stesso ritmo per tutti i 90 minuti è difficile, quasi impossibile. Mettiamoci anche il fatto che è una squadra giovane, con tanti ragazzi che comunque stanno crescendo molto bene. E’ solo questione di avere un po’ più d’esperienza, di gestire le partite in maniera migliore ma quello che stanno facendo i ragazzi è veramente qualcosa di importante”.

 

Vedi analogie tra questo Bologna e quello di Maifredi?

“Sono due ere diverse. La potenzialità che oggi c’è con il presidente Saputo credo che nella storia del Bologna non ci sia mai stata. Il grande Corioni, che ha scritto una pagina di storia di questo club, non aveva certo la potenzialità di Saputo. Credo che ogni pagina di storia sia a sé. E’ stata bella quella di Maifredi e credo che oggi sia meravigliosa quella di Saputo. Non vedo tante analogie, se non il fatto di costruire una squadra dalle ceneri e viaggiare sulle ali dell’entusiasmo con giocatori semisconosciuti o che stanno diventando molto famosi: o lo diventeranno presto”.

 

Ma la squadra deve ambire alla salvezza o può puntare anche a qualcosa di più’

“Penso che la promozione sia stata la vera vittoria, perché non voglio neanche immaginare cosa sarebbe successo con un altro anno in serie B. Il fatto di consolidarsi in un campionato molto difficile e duro come la serie A gettando le basi per ambire poi a traguardi più prestigiosi non vuol dire tenere i piedi per terra. Sono convinto che nel momento in cui acquisterà ancora maggior convinzione nei propri mezzi, questo Bologna potrà togliersi delle soddisfazioni”.

 

Ultimamente il calcio sta guardando sempre di più all’Oriente, con i capitali che arrivano dalla Cina. Pensi che ci possano essere novità anche per quanto riguarda il mercato?

“Sicuramente porterà uno scossone, e su questo non ci sono dubbi. Sarei portato a pensare che probabilmente andranno eventualmente in Cina giocatori che già si sono tolti soddisfazioni nel calcio che conta. Se consiglierei la Cina a un mio assistito? Dipende quanti anni ha. In questo momento no, penso che la Cina possa essere un palcoscenico per chi qua in Europa ha già ottenuto risultati e ha già una carriera scritta. Questo non vuol dire andare in Cina a 35 anni ma a 29-30, quando qua comunque hai già scritto qualcosa. Non credo ci siano tante possibilità di vedere giocatori che sono nel pieno della carriera lasciare campionato europei per andare là. Poi nel calcio tutto può succedere”.

 

 

 

E quali possono essere le prospettive di Masina?

“Per il campionato che sta facendo, per le qualità che ha, per la prospettiva che ha e per la posizione che occupa in campo, che è particolare perché trovare esterni di sinistra di spinta con le sue qualità non è facile, è certamente monitorato da squadre di prima fascia. Lui però ha già detto più volte quello che è il suo pensiero e lo ha dimostrato più volte firmando un contratto pluriennale con scadenza 2019 lo scorso anno, quando poteva essere attratto da palcoscenici già importanti. Tutti abbiamo deciso che fosse giusto continuare il rapporto con il Bologna perché Adam si sente bolognese a tutti gli effetti. E lo sta dimostrando sia quando è in campo che fuori: si vede che ha il cuore rossoblù. In questo momento non ci sono pensieri che vadano al di là del percorso a Bologna. Non posso prevedere cosa succederà in futuro ma in questo momento ci sembra anche inopportuno provare a pensare ad altre situazioni. Si sta mettendo in mostra, come peraltro Diawara e altri giovani, quindi è logico che i grandi club sono sempre attenti. Il suo è un ruolo molto ricercato, non sono molti i giovani con quelle qualità”.

 

Caldirola, attualmente in Germania, può tornare in Italia?

“A volte gli addetti ai lavori dimenticano qualche giocatore che è all’estero da qualche anno. Luca è in prestito al Darmstadt, club del quale ho apprezzato quest’anno le qualità umane. E’ un ragazzo straordinario che quest’anno ha fatto un cambiamento veramente importante. A mio avviso è pronto per il grande salto. A fine stagione rientrerà al Werder Brema e credo che per lui si possano aprire porte importanti. E’ un centrale che in questo momento sta giocando terzino perché il mister gli ha chiesto la disponibilità a giocare lì. E’ un giocatore che ha grande spessore e che per la mancanza di giocatori che giocano con il sinistro può avere una carriera importante”.

 

Ne hai parlato con il Bologna?

“Devo essere sincero: ne ho parlato con tanti club. Sono contento che Luca sia tornato a divertirsi dopo l’anno difficile a Brema”.

 

Può essere paragonato ad Amedeo Mangone?

“Luca è molto più bravo tecnicamente però siamo su quella tipologia di giocatore. Ho apprezzato il percorso di Amedeo e credo che da un certo punto di vista sono simili. Il mio pensiero è che Luca abbia qualcosa in più”.

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