De Marchi a Tempi Supplementari: “Il torneo We Love Football avrà un target molto elevato con squadre europee di primissimo livello tra cui il Bologna”

De Marchi a Tempi Supplementari: “Il torneo We Love Football avrà un target molto elevato con squadre europee di primissimo livello tra cui il Bologna”

L’ex rossoblù Marco De Marchi, agente tra gli altri di Adam Masina, è intervenuto ieri sera a Tempi Supplementari, in onda sul circuito Radio International – Radio Nettuno e condotta da Ugo Mencherini e Vittorio Longo Vaschetto con la collaborazione di Ugo Bentivogli. Di seguito l’intervista.

Marco, il Bologna anche contro il Carpi ha confermato un trend: riesce a fermare squadre delle parti alte della classifica mentre con le altre fa più fatica a sfondare. A tuo avviso perché?

“Ero al Dall’Ara e avuto la possibilità di vedere la gara dal vivo. E’ stata una partita giocata bene, hanno fatto tutto il possibile per poter vincere, hanno creato diverse occasioni e a mio parere il rigore c’era, ma l’arbitro evidentemente non l’ha visto. L’impostazione che da quando è arrivato ha dato Donadoni, dopo aver dato i giusti accorgimenti, è stata quella di cercare di offendere e portare a casa il punteggio massimo. Contro il Carpi magari è mancata un po’ di cattiveria, come successo forse a Palermo, ma ci può stare perché i ragazzi hanno dato tutto e hanno giocato su ogni pallone. E’ giusto cercare il pelo nell’uovo, ma stanno facendo una stagione straordinaria, visto che per molti giocatori è tra l’altro la prima esperienza in serie A, e serve la giusta pazienza. Dobbiamo goderci questo momento straordinario, con una società del genere il futuro non può che essere radioso. Il pareggio con il Carpi ci può stare”.

Ultimamente Masina, uno dei tuoi assistiti, non sta trovando la continuità che aveva fino a qualche tempo fa. Cosa sta succedendo?

“Adam ha passato due-tre settimane, a cavallo anche della convocazione in Under 21, in cui ha avuto un’influenza che si è portato avanti parecchio e non gli ha permesso continuità negli allenamenti. Ha giocato spesso e si è allenato poco, lavorando a parte per riprendersi dal malanno. Adam comunque è un professionista serissimo e anche ieri, quando è entrato, ha fatto vedere di che pasta è fatto. L’allenatore li vede tutti i giorni e fa le scelte, l’importante è farsi trovare pronto quando si è chiamati in causa: e così è stato”.

Tu sei anche promotore di “We love football”: come è nata l’idea?

“Innanzitutto, mi ha fatto piacere che sia stata promossa anche ieri al Dall’Ara, durante l’intervallo della partita. L’idea nasce un paio di anni fa, insieme a mia moglie, CEO di una società di produzione cinematografica e organizzazione eventi esclusivi. Io sono di Milano, ma Bologna è diventata la mia città adottiva, mentre lei è di Bologna e da tempo volevamo fare qualcosa per questa città. Abbiamo iniziato a pensare a cosa avremmo potuto fare, io ovviamente ho iniziato a ‘tirare’ un po’ verso il calcio, settore da cui lei invece è un po’ distante. Abbiamo cercato di progettare qualcosa che potesse lanciare il segno e abbiamo pensato di fare qualcosa per i giovani”.

In concreto, cosa rappresenta “We love football”?

“E’ innanzitutto un concept. Il torneo è un mezzo per poter fare in modo che noi ‘vecchietti’ possiamo trasmettere ai ragazzi, che sono il futuro, quelli che sono i veri valori dello sport”.

L’iniziativa imminente è dunque un torneo internazionale rivolto ai ragazzi nati nel 2001 che porterà a Bologna e nell’hinterland i talenti delle più importanti squadre europee.

“Ho voluto dare un target molto alto alla manifestazione. Di tornei ce ne sono tanti, per lavoro ne ho visti davvero tantissimi e in questo caso, essendo anche la prima edizione, ho voluto dare per l’appunto un taglio molto alto all’evento. Sono molto felice, alle squadre coinvolte va il mio ringraziamento perché hanno aderito con tanto entusiasmo e mandando le squadre più forti dei loro settori giovanili, per quella che è la categoria. Questo mi rende orgoglioso e fa sì che il mio entusiasmo vada anche oltre l’ostacolo perché organizzare un evento del genere non è assolutamente semplice, anche perché per me è la prima volta”.

Non sei comunque solo in questa avventura.

“C’è dietro uno staff che mi dà una mano, ma devo dire che tutte le parti coinvolte sono state a diretto contatto con me. Ci siamo occupati di contattare le squadre, vedere le strutture, gli hotel che ospiteranno le squadre, i partner che hanno sposato il progetto. ‘We love football’ è un concept che credo vivrà a lungo e al termine del torneo ci saranno anche delle cose dedicate per far sì che i giovani possano continuamente cercare di apprendere e migliorare”.

La fase finale sarà al Dall’Ara, ma saranno coinvolte per le qualificazioni anche strutture della provincia: a Sasso Marconi, Casalecchio, Corticella e Granarolo. 

“E’ stata fatta una scelta ben precisa. Ho voluto dare qualcosa a tutta la provincia di Bologna, cercando di abbracciare tutto l’hinterland per far sì che tutti gli appassionati potessero vedere questo spettacolo. Nel momento in cui ho presentato il progetto al Bologna, che oggi conta una società veramente straordinaria, ha risposto nel migliore dei modi aprendomi lo stadio per le semifinali, che verranno giocate nel pomeriggio del giorno di Pasqua, e per la finalissima del 28 marzo, in mattinata. E’ un progetto pensato nei minimi particolari, si può certamente migliorare ma tutti abbiamo messo passione ed entusiasmo”.

Come è nata la decisione di coinvolgere i ragazzi di 15 anni?

“Principalmente per due motivi. Innanzitutto perché è la categoria che già fa vedere il talento del domani ma allo stesso tempo fa vedere ancora le anime pure, per cui ci si può veramente divertire vedere i ragazzi impegnarsi anche in maniera dura e subito dopo tendere la mano verso l’altro. Poi perché portano con loro famiglie, parenti, amici, conoscenti e muovono un indotto meraviglioso. A me serve per fare in modo di passare con più persone possibili momenti di gioia, serenità e amicizia”.

Che ruolo ha avuto il Comune in questa iniziativa?

“Assolutamente attivo. Nel momento in cui porti un progetto del genere che è proprio un concept che ha potenzialità di sviluppo, quando riesci a portare otto squadre straniere e da un certo punto di vista sviluppi anche il turismo, trovi attenzione. Ringrazio l’assessore Rizzo Nervo in particolare e il Comune perché si sono messi a completa disposizione, hanno partecipato e penso parteciperanno anche alle tappe successive: questa è solo la prima di una lunga serie”.

E i giovani del Bologna come hanno preso l’iniziativa?

“Ieri al Dall’Ara mi si è seduto accanto un giovane del Bologna del 2002: avevano appena finito una partita. E’ arrivato con metà della squadra. Ho cominciato a parlare con lui e mi ha fatto piacere constatare che era già a conoscenza del torneo: significa che la nostra comunicazione sta facendo bene. I 2002 sono naturalmente quelli che parteciperanno al torneo il prossimo anno. Ho detto loro: “Fate i bravi, altrimenti chiamerò un’altra squadra e non il Bologna”. Mi hanno subito rassicurando dicendo che avrebbero fatto i bravi: questo significa che lo spirito è quello giusto, stare insieme, condividere e cercare di dare ai giovani un futuro migliore”.

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