Avellino è troppo forte, la Virtus cede a testa alta

Avellino è troppo forte, la Virtus cede a testa alta

Undicesima vittoria in fila per i padroni di casa, Torino risale a quattro punti di distanza

Una dignitosissima Virtus cede ad Avellino contro la squadra più in forma del torneo, giunta ieri all’undicesima vittoria filata. Finisce 82-74 per i padroni di casa, sempre avanti ma mai liberi di rilassarsi troppo al cospetto di una Virtus che ha dato filo da torcere fino agli ultimi secondi. A sei minuti dalla fine, infatti, gli irpini erano sopra di solamente tre punti dopo uno 0-11 piazzato dalla squadra di Valli, che a quel punto sognava di poter trovare il colpaccio. Una bomba da distanza siderale di Veikalas, però, ha ricacciato indietro le speranze dei bianconeri, che comunque qualche palla per rifarsi nuovamente sotto l’hanno anche avuta, sciupandola ahiloro malamente. Addirittura, quindi, si può annotare qualche rimpianto, soprattutto andando ad analizzare le prove decisamente opache di uomini fondamentali come Fontecchio (5 punti, -3 di valutazione), Mazzola (5 punti, -1 di valutazione) e Gaddy (2 punti, -1 di valutazione): con loro a pieno regime, forse, il risultato sarebbe potuto essere diverso. Frullando tutto questo, comunque, ciò che emerge è una Virtus che dall’arrivo di Collins ha compiuto qualche passo in avanti, e che, nonostante la vittoria in volata di Torino contro Trieste abbia ridotto a quattro le lunghezze di vantaggio sulla retrocessione, può guardare alle prossime sfide con una diversa consapevolezza.

Brevi di cronaca. La Virtus parte bene e in quattro minuti sale a 2-6, con un canestro di Odom e due di Pittman. Sarà ancora una volta il centrone texano il migliore dei suoi, con 21 punti e 11 rimbalzi, seguito (per punti realizzati) da Vitali, Collins e Hasbrouck, tutti in doppia cifra. Questo, però, sarà l’unico momento di vantaggio bianconero: Avellino infatti si riprende immediatamente e chiude il quarto avanti 23-19. All’inizio della seconda frazione la Virtus si impantana malamente, e per cinque, lunghissimi minuti non trova il canestro neanche per sbaglio, consentendo ai giocatori di Sacripanti di salire a +11 (30-19). Gaddy e Fontecchio, coadiuvati da Pittman, trovano gli unici acuti della loro gara consentendo alle vu nere di ridestarsi, ma cinque punti in fila di Ragland nell’ultimo minuto mantengono il divario tra le due squadre in doppia cifra alla sirena (45-35).

Mattatore assoluto di inizio ripresa è Riccardo Cervi (17 punti e 10 rimbalzi, Messina prende nota), che sotto canestro fa – soprattutto – e disfa qualunque cosa, issando Avellino al massimo vantaggio di 14 punti (51-37). Collins e Vitali accorciano le distanze, ma gli irpini mantengono la doppia cifra di vantaggio anche alla terza sirena: 61-50. Una bomba di Leunen apre l’ultimo quarto facendo toccare ancora i 14 punti di vantaggio ai verdi, che però a questo punto tirano il freno a mano e lasciano spazio al parzialone virtussino che riapre i giochi. Sono Vitali e Pittman a guidare la rimonta, trascinando come detto i compagni a -3. Avellino si risveglia e in pochi minuti ritorna a +10 (73-63), la Virtus non demorde e risale due volte a -5, ma oltre non va. 82-74 è il risultato all’ultima sirena ed è giusto così, sabato sera con Cremona sarà difficile ma non impossibile.

SIDIGAS AVELLINO-OBIETTIVO LAVORO BOLOGNA 82-74 (23-19; 45-35; 61-50)
Sidigas Avellino: Norcino NE, Ragland 16, Green 8, Veikalas 7, Acker NE, Leunen 7, Cervi 17, Severini 5, Nunnally 15, Pini NE, Buva 7, Parlato 0. All.: Sacripanti.
Obiettivo Lavoro Bologna: Pittman 21, Vitali 12, Cuccarolo 0, Gaddy 2, Collins 11, Fontecchio 5, Mazzola 5, Hasbrouck 10, Penna NE, Odom 8. All.: Valli.

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